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Sicilia: 4 cose da sapere sulla pietra lavica dell’Etna

Dalle mani di abili scalpellini, il nero della lava prende forma trasformando la forza distruttiva del vulcano in vere e proprie opere d'arte

Fontana dell'Elefante, Catania
Courtesy of©BreatheFitness/Istock
Fontana dell'Elefante, Catania
Il territorio etneo è un prezioso contenitore di tesori dal grande valore artistico-culturale: qui si scopre una materia prima di grande interesse quale la pietra lavica, un vanto che ha visto le popolazioni etnee, nel corso dei secoli, impegnarsi a reagire al fine di non lasciarsi sopraffare dalla potenza di un vulcano minaccioso, imparando così a fare tesoro di quella stessa lava che, dall’essere causa di rovina, è divenuta una grande risorsa per l’economia locale.

LA TRADIZIONE Quando si pensa a grandi e monumentali opere d’arte, la mente corre a un materiale d’eccezione quale il marmo ma, a quanto pare, non è l’unico protagonista. L’artigianato siciliano ha portato in scena la pietra lavica, utilizzata per adornare splendidi palazzi barocchi, ville, piazze e vicoli ammirabili soprattutto nel catanese. Ebbene sì, sebbene l’Etna sia considerato da tutti come un nemico in quanto rappresenta una vera minaccia per i paesi adiacenti, il basalto eruttato ha saputo farsi apprezzare soprattutto a seguito dei devastanti terremoti del 1663, del 1693 e della colata lavica del 1669, fenomeni che hanno coinvolto e stravolto Catania nonché buona parte delle città della Sicilia Orientale, motivo per cui intere realtà, distrutte, vennero ricostruite da abili architetti a cui vanno i meriti di quelli che oggi sono considerati i più grandi capolavori del barocco catanese. L'estrazione e la lavorazione della pietra lavica ha avuto un notevole riflesso sulla economia locale tanto da portare alla nascita di un vero e proprio mestiere che, nel corso del tempo, ha saputo adeguarsi alle richieste del mercato e, al fine di migliorare l'offerta, per la produzioni di tavoli, top di cucine, bagni etc. sempre più punta alla ceramizzazione della pietra lavica, una tecnica che consente di ottenere un prodotto di grande bellezza, per quel che concerne l'estetica mentre, dal punto di vista funzionale, è resistente agli urti, antiusura, antimacchia etc. Tra le realtà più attive nel settore spicca Giarre, la capitale dell'artigianato della pietra lavica così come Paternò, là dove a fare la differenza fu il maestro ceramista Barbaro Messina che, con il suo estro creativo, rivoluzionò il mondo della ceramica mettendo a punto la tecnica del maiolicare la pietra lavica in grado di rendere questo materiale utilizzabile in ambiti del tutto inaspettati.

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LE CARATTERISTICHE A fare il successo della pietra lavica sono state le sue caratteristiche tecniche: parliamo infatti di un materiale scuro e duro che spicca per quella particolare robustezza, resistenza agli sbalzi termici e lavorabilità, qualità che la rendono nettamente superiore rispetto ad altri materiali basaltici. In un primo momento i cosiddetti "pirriaturi", ovvero gli addetti all'estrazione della pietra, erano interessati solo gli strati superficiali di lava perché ritenuti più porosi ergo più facilmente lavorabili con semplici arnesi mentre, in tempi recenti, l'estrazione avviene con l'ausilio di moderne attrezzature affinché si possano raggiungere gli strati profondi dove la lava è più compatta, più dura e di colore più chiaro. Sebbene ci si avvalga dell’utilizzo di macchinari come trapano, flex, fresa e levigatrice, tutt’oggi rimane fondamentale il lavoro di finitura degli scalpellini il cui tocco è in grado di fare la differenza.

IL TERRITORIO Interessante soffermarsi al Museo di Sculture in Pietra lavica “Nino Valenziano Santangelo” di Catania, così chiamato in onore dell'omonimo scultore che, dal 1978, lavora la pietra lavica dando vita a grandi capolavori artistici che rappresentano paesaggi, caricature, animali e personaggi mitologici ricavati da blocchi di lava; se ne contano circa 230, oltre a una serie di materiali di origine vulcanica quali cenere, lava a corde, lava a lastroni, lapilli etc. Inoltre, per chi fa visita a Catania, merita una visita quello che considerato l’emblema della città stessa, ovvero la Fontana dell'Elefante con il pachiderma scolpito in pietra lavica, il cosiddetto "Liotru", dall’architetto Giovanni Battista Vaccarini.

INDIRIZZI Nel catanese sono tante le botteghe di artigiani che, come tradizione vuole, si tramandano il mestiere di padre in figlio facendo tesoro delle capacità acquisite in famiglia. Per chi ama il Made in Sicily un grande riferimento è lo Studio Le Nid, le cui redini sono tenute da Vincenzo Messina e Filippo Messina, figli del maestro Barbaro Messina che, facendo tesoro della tradizione locale e senza trascurare l’importanza dell’innovazione tecnologica, collaborano con designer e architetti di fama internazionale al fine di creare piastrelle, pavimenti e complementi di arredo dallo stile unico. Anche la Scud Lavica s.r.l. di Belpasso porta avanti una tradizione familiare che si tramanda da 3 generazioni trasformando un settore, quello della pietra lavica, da artigianale a prevalentemente industriale.
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