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Abruzzo: 4 cose da sapere sulle ceramiche di Rapino

Oltre a Castelli c’è di più. L’amore per l'artigianato rende protagonista anche Rapino, uno dei centri della ceramica più rinomati d’Abruzzo

Lavorazione ceramica
Courtesy of©djgunner/iStock
Lavorazione ceramica
Situato alle pendici della Majella, l’antico borgo di Rapino, in provincia di Chieti, si rivela essere una preziosa culla di arti e mestieri antichi, a farsi notare è soprattutto la produzione della ceramica, considerata tra le più antiche dell'Abruzzo, il cui pregio ha portato questo piccolo centro ad essere conosciuto in tutto il mondo.
 
??LA TRADIZIONE L'arte della ceramica è un'antica attività rapinese le cui origini sono da rintracciare verso i primi anni dell‘800, epoca in cui il borgo abruzzese si rivelò essere un prezioso polo produttivo: fu proprio qui che, nella Strada del Borgo di San Rocco, divenuta il “quartiere dei ceramisti”, esercitavano personalità di spessore come Raffaele Bozzelli colui che, nel 1861, aprì la prima bottega di maiolica, seguito da Fedele Cappelletti, noto per essere il maggior pittore di maioliche in tutto il Meridione e ancora autorevoli rappresentanti dell'arte maiolica furono la famiglia dei Cascella, rinomati artisti pescaresi o ancora i Vitacolonna, il cui operato lasciò un segno indelebile. La loro fu una scuola di spessore che portò molti dei loro ex dipendenti a fare tesoro di quanto imparato a contatto con i grandi maestri per aprire botteghe indipendenti in grado di dare un grande contributo allo sviluppo dell’arte della maiolica nel borgo teatino.

??LE CARATTERISTICHE Il mestiere del ceramista si tramandava di padre in figlio e iniziava sin dalla tenera età quando, militando nelle botteghe di famiglia, iniziava l’apprendistato e iniziava a maturare quell'amore smisurato per la professione. Per quel che concerne la produzione, si distinguono due tipi di manufatti, quelli realizzati per l’uso comune e destinati ai ceti popolari come stoviglierie, piatti, brocche, boccali, zuppiere e borracce fino a pezzi unici, raffinati e più ricercati pronti a decorare le case borghesi. Come dimenticare i famosi boccali con l’immagine di San Rocco, venduti generalmente in occasione della festa dedicata al santo e ancora, grande successo fu quello dei fischietti che prendevano la forma di animali, in primis del gallo, rifiniti in tutto e per tutto, smaltati e maiolicati.

??IL TERRITORIO Un passaggio obbligato per chi capita a Rapino è il Museo della Ceramica, sito in quel di Piazza Fedele Cappelletti all’interno dell'ex convento di Sant'Antonio, un bellissimo complesso architettonico risalente al 1645 che ha aperto i battenti a partire dal 2003 con l’obiettivo di rivalutare un'arte antica di grande spessore. Qui si possono trovare in esposizione circa 180 opere di cui una parte sono patrimonio del Comune e costituiscono una mostra permanente mentre l'altra, é caratterizzata da opere esposte temporaneamente. Interessante sapere che, all’interno del complesso, si trova anche la Scuola della Ceramica là dove, grazie ai finanziamenti Interreg III B Cadses “Sviluppo di un Turismo Sostenibile”, sono stati attivati corsi di decoratore e di torniante, dedicati a tutti, appassionati, professionisti e anche semplici turisti.??

INDIRIZZI L’amore per la ceramica sopravvive allo scorrere inesorabile del tempo e, sebbene oggigiorno non rappresenta più un settore trainante dell’economia, in paese sono ancora attive alcune botteghe artigiane: tra i nomi storici spicca quello di Amato Bontempo, l’ultimo esponente delle dinastie ceramisti rapinesi i cui forni si trovano a Francavilla al Mare e sono sempre pronti a portare alla luce splendide ceramiche come il fioraccio, il gallo etc. Interessante anche il tempio di Annamaria Santovito: da cui esce una raffinata ed elegante produzione di ceramiche artigianali che riprendono quei decori cari alla tradizione senza però dimenticare di strizzare l’occhio all’innovazione al fine di essere sempre al passo con i tempi.
 
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