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Lucca, quel ‘famigerato’ Ponte del Diavolo

La leggenda del ponte in provincia di Lucca realizzato dal Diavolo in persona

Ponte alla Maddalena
istockphotos
Il Ponte del Diavolo
Borgo a Mozzano è un paesino in provincia di Lucca, lambito dal fiume Serchio. Il corso d’acqua è attraversabile a piedi grazie ad un ponte, dalla struttura ‘a schiena d’asino’ che lo rende particolarmente pittoresco, con il suo profilo a saliscendi e gli archi che al centro lo rendono talmente snello da aver indotto nei secoli le persone a chiedersi come fosse stato possibile realizzarlo. E mantenerlo intatto, negli oltre mille anni di storia. La spiegazione popolare poteva essere solo una: quello è il Ponte del Diavolo. Realizzato per mano del demonio in persona. 
 
La leggenda è stata tramandata da secoli e con diverse versioni, ma quella più nota è la seguente. Il ponte che in realtà si chiama Ponte della Maddalena era stato commissionato ad un capomuratore (che qualcuno identifica in S. Giuliano l’Ospitaliere) che era molto preoccupato per i tempi di consegna. L’opera era difficile da realizzare, e l’imminente scadenza lo fece cadere in disperazione. Tanto che il Diavolo, che nella tradizione popolare è sempre pronto ad approfittare delle debolezze umane, si manifestò proponendo di aiutare il capomastro. Avrebbe completato il ponte lui stesso. In cambio, esigeva l’anima del primo essere vivente che lo avrebbe attraversato. Stretto il patto, in una notte il ponte fu eretto, ma il muratore si sentì talmente in colpa da correre a confessarsi da un prete. Che gli suggerì una strategia: far attraversare per prima una bestia. Una versione della leggenda parla di un maiale, l’altra di un cane. Fatto sta che così fu, un animale attraversò il ponte per primo e il Diavolo si dovette prendere la sua anima. Beffato, si adirò così tanto da gettarsi nelle acque del fiume Serchio scomparendo per sempre.
 
In realtà quello noto come Ponte del Diavolo è un’ingegnosa opera medievale voluta probabilmente dalla contessa Matilde di Canossa nel XI secolo. Un ingente restauro avvenne nel XIII secolo per mano di Castruccio Castracani. Il nome Ponte della Maddalena deriva da un’edicola che era presente (nel 1500), oggi rimossa. La struttura venne rimaneggiata in altre occasioni nei secoli, fino agli inizi del ‘900, quando un nuovo arco fu aperto per permettere il passaggio di una linea ferroviaria. Una particolare architettura, ma soprattutto una particolare storia che ancora oggi aleggia sulle arcate del ponte, a distanza di secoli mai dimenticata.
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