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San Pietroburgo Amore grande film location Veneto Verona

Un amore così grande non poteva che essere a Verona

Il film di Cristian De Mattheis arriva nelle sale e rinnova il mito della città di Romeo e Giulietta.

Medusa
A Verona hanno girato il Romeo e Giulietta di Zeffirelli, il Letters to Juliet con Amanda Seyfried e Vanessa Redgrave (tra l'immancabile Casa di Giulietta a Via Capello e la storica Piazza Delle Erbe o Villa Arvedi), per non parlare della passione di James Bond per il Lago di Garda) o di registi come Pasolini, Antonioni, Visconti …e prossimamente forse anche Mel Gibson, avvistato proprio in giro per la città l'anno scorso, forse proprio in cerca di location per il suo prossimo film, fedele alla promessa fatta al Festival Los Angeles-Italia "Farò un film in Italia, piuttosto presto". Nell'attesa dei set hollywoodiani, intanto, la città scaligera si mostra in Un amore così grande di Cristian De Mattheis, in sala dal 20 settembre scorso con una storia che viene da lontano…



Il protagonista Vladimir (Giuseppe Maggio), infatti, rimasto orfano di madre, decide di partire dalla Russia, da San Pietroburgo, alla volta dell’Italia, verso Verona, alla ricerca del padre (Franco Castellano) fino ad allora mai conosciuto. Quest'ultimo aveva d'altronde abbandonato la madre di Vladimir, proprio a San Pietroburgo, quando lui aveva pochissimi anni. A Verona incontra Veronica (Francesca Loy), la figlia benestante di un'industriale (Jgor Barbazza), che di professione fa la guida turistica. Qui nasce il grande amore tra i due ragazzi. Un amore pieno di ostacoli e di insidie, una fra queste la nonna di Veronica (Fioretta Mari) che tenta di ostacolare i due con ogni mezzo. A Verona Vladimir incontra anche i ragazzi de “Il Volo" ed il loro manager (Riccardo Polizzy Carbonelli), il quale convincerà Ignazio, Piero e Gianluca del fatto che Vladimir sia un vero talento della Lirica e che possieda una voce come poche che lui abbia sentito. Purtroppo i colpi di scena, nella loro vita, non sono ancora finiti… e prima del trionfo dell'amore bisognerà aspettare e soffrire ancora un po'.



Il progetto nato proprio a Verona - grazie all'impegno della società di produzioni cinematografiche A.C. Production e alla sintonia con  sintonia con l'Assessorato Cultura della Regione Veneto - mira in qualche modo ad avvicinare i più giovani alla più completa e armoniosa delle arti, l’opera lirica, negli ultimi anni in calo (come anche le presenze al Festival lirico all’Arena), ma presenza costante nella storia e nella tradizione cittadina. Come la musica, in generale… che il regista definisce "non solo di supporto alle immagini e alle emozioni, all'interno della struttura narrativa, ma insieme al ritmo dei movimenti di macchina coesa e unificante della stessa narrazione". "Essendo girato prevalentemente di notte, - continua, - abbiamo deciso di catturare l’essenza di Verona senza usare molti artifici".

"Sono arrivato a Verona la sera prima della mia convocazione - ricorda Carbonelli, parlando di riprese notturne - e, dopo una bellissima accoglienza da parte di tutti e una prova costumi, sono andato a dormire. L’indomani l’appuntamento era in notturna nella meravigliosa piazza delle Erbe, completamente smantellata dei famosi banchi che la caratterizzano. Iniziamo a girare. Un gruppo di musicisti ambulanti sta coinvolgendo i passanti nei vocalizzi. Vladimir comincia a cantare e la sua voce melodiosa avvolge tutta la piazza". Ed è lì con loro, che la notte successiva l'impresario Tommaso Carpi lo sente, e tutto ha inizio…

Una parte del film è stata girata a San Pietroburgo (anche se per poco, stando al racconto di Francesca Loy, che ha ammesso di essere stata nella splendida città russa solo per 3 giorni), ma dai casting tenutisi alla sala Totola del teatro Camploy di via Cantrane 21 il 5 maggio fino alle riprese di maggio e giugno, sono state le strade del centro della cittadina veneta a farla da padrone. Come confermano i ragazzi de Il Volo, nel film nei pann di loro stessi: "Recitiamo accanto a professionisti, ma in un ruolo che ci favorisce perché rimaniamo il Volo, facendo essenzialmente ciò che ci viene meglio: cantare, spiegavano a L'Arena Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble tra un ciak e l’altro, sui set del palazzo della Gran Guardia, dell'aeroporto Catullo e dell'iconica Arena. Location privilegiate e in evidenza, come quella dell'Hotel Due Torri di Piazza Sant'anastasia, un 5 stelle - che ritroviamo anche nelle foto del profilo Instagram, nella foto di Francesca Loy tra le lenzuola - scelto per le atmosfere di alcuni suoi ambienti (la Lounge, la Suite Presidenziale e l’Arena Casarini) e del palazzo trecentesco che lo ospita, noto anche come palazzo dell’Aquila.
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