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In Mongolia con gli yak

Alla scoperta dei ritmi lenti sulle orme percorse da Gengis Khan, tra le lande sperdute dei meravigliosi paesaggi mongoli

Panorama della Mongolia<br>
©Thinkstock 
Yak in Mongolia
E’ un Paese dalla cultura antica la Mongolia, dove il visitatore è invitato a sposare il ritmo lento e a seguire il passo dei nomadi, che si spostano tra gli spazi infiniti delle sterminate steppe ornate da laghi, foreste di larici e agglomerati di ger, le tradizionali tende in cui vivono.

PERCHE’ ANDARE. Si va alla scoperta di una realtà totalmente distante dalla frenesia del mondo occidentale. Viaggiare con le popolazioni nomadi della Mongolia significa vivere un’esperienza tra i ger, le mandrie di yak, i cammelli, i cavalli e le pecore che pascolano liberi, in una terra che sembra senza confini e che trasporta in un’altra dimensione, sulle orme percorse da Gengis Khan, da cui i nomadi discendono direttamente. E’ qui che gli uomini seguono il passo lento della natura, e vale la pena assaporare ogni momento in simbiosi con gli animali e le lande sperdute che caratterizzano i paesaggi dell’imponente natura mongola.

DA NON  PERDERE. Karakorum è un importante snodo carovaniero nel cuore delle immense praterie, dove si trovano alcune rovine che ben raccontano la storia di questi luoghi. Suggestivo è il monastero di Erdene Zuu, tra i più importanti e celebri della Mongolia: circondato da possenti mura interrotte da 108 stupa bianche, è ornato all’ingresso da due grandi tartarughe di pietra, simbolo di eternità, che proteggono l’edificio con i loro poteri sovrannaturali. Nella valle del fiume Orkhon, si abbandonano le auto per proseguire a piedi tra paesaggi incontaminati e selvaggi fatti di valli di prati, cascate e montagne, dove si incontrano carovane di nomadi e si cammina al passo lento degli yak, i bufali locali. Abbarbicato sulle montagne si può visitare il monastero di Tuvkhun, mentre altre meraviglie naturalistiche sono la fragorosa cascata Ulaan Tsutgalan e il deserto del Gobi da visitare a bordo di una jeep. Tra l’enorme distesa che occupa un terzo della superficie della Mongolia incredibili sono le dune di sabbia, le Khongorin che si estendono come un mutevole muro alto 300 metri  per oltre 100 chilometri, poco distanti dalla Valle delle Aquile, una lunga gola stretta e rocciosa con alte pareti a strapiombo, alla cui ombra sopravvivono per tutto l’anno chiazze e candele di ghiaccio. Tra i principali monumenti della città di Ulaanbaatar ci sono il monastero di Gandan, il monastero-museo Choijin Lama, il museo-palazzo d'inverno di Bogd Khan, il Museo di Belle Arti Zanabazar, il Museo della Storia Mongola e il Museo di Storia Naturale.

COSA PORTARE. Bisogna regolarsi come nelle località di montagna, dove fa caldo di giorno e fresco la mattina presto e la sera. L’abbigliamento deve essere comodo e leggero, da combinare per vestirsi a cipolla: maglie e pantaloni di cotone, giacca a vento e maglioncino, scarpe comode o scarponcini. Da non dimenticare occhiali da sole, le pile di ricambio per la macchina fotografica e qualche regalino da destinare ai bambini e ai nomadi che si incontrano durante il viaggio.

CON CHI ANDARE. Il Tour Operator Kel 12 propone un viaggio indimenticabile dal titiolo: Esperienza nomade a passo di Yak. L’itinerario di 12 giorni/ 10 notti prevede Ulaanbaatar, Karakorum, Erdene Zuu, Valle di Orkhon, deserto del Gobi, Khongorin Els, Parco Nazionale di Gurvan Saikhan, Valle delle Aquile con partenze il 18 luglio e il 22 agosto. La quota parte da 3270 euro e comprende voli di linea Milano/Ulaanbaatar A/R in classe turistica; franchigia bagaglio aereo kg. 20 per persona; trasferimenti da/per gli aeroporti all’estero; trasporti interni in pullman a Ulaanbaatar, in Toyota 4x4 dove si viaggia in 3 passeggeri oltre all’autista nel resto del tour; sistemazione in camera doppia in hotel 4* a Ulaanbaatar, in ger a 2 posti letto con servizi in comune durante il circuito; sistemazione in tenda igloo per 2 persone durante i giorni di trekking nella Valle di Orkhon; equipaggiamento da campo, supporto di carri trainati da yak per il trasporto dei bagagli e cuoco al seguito durante le giornate di trekking; trattamento di pensione completa con alcuni pranzi tipo pic nic laddove non vi siano alternative apprezzabili, visite ed escursioni come da programma con guida locale parlante inglese, accompagnatore Kel 12 al raggiungimento del numero minimo di partecipanti previsto, ingressi, tasse e percentuali di servizio. Nbt offre numerosi pacchetti di diversa tipologia di viaggio per andare alla scoperta della Mongolia, come il tour culturale ed ecoturistico di 16 giorni le cui tariffe partono da 1901 euro per gruppi di oltre 8 persone o quello con alcuni giorni di trek a cavallo di 15 giorni/ 13 notti a partire da 2641 euro.

CURIOSITA’. Per i mongoli anche i colori assumono un significato evocativo. I colori principali sono il bianco che simbolizza la nascita, la purezza, la sincerità, la gentilezza, la sacralità; il nero che significa morte, sfortuna, povertà, solitudine; il blu rappresenta il cielo e il sacro Tengher già invocato da Gengis Khan e i mongoli amano chiamarsi “il popolo blu”; rosso è il colore della forza, della superiorità sul nemico ma anche della gioia, della felicità e dell’ospitalità e nella tradizione le giovani donne si legano i capelli con fiocchi rossi che simboleggiano l’innocenza. Il giallo, infine, è il colore più istituzionale perché viene associato alla preziosità dell’oro e i documenti governativi rilevanti vengono vergati su carta o su seta gialle.
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