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In Eritrea un'importante scoperta archeologica

Un'équipe guidata dall'italiano Alfredo Coppa ha rinvenuto a Buya dei manufatti littici preziosi per lo studio dell'evoluzione umana

Eritrea
AP
Importantissima scoperta archeologica quella effettuata in Eritrea da un’équipe internazionale guidata da Alfredo Coppa, paleoantropologo dell'Università La Sapienza di Roma. Nel bacino di Buya, sud-est del paese africano all’imbocco della Rift Valley, sono infatti stati rinvenuti dei resti umani risalenti ad oltre un milione di anni fa. La notizia assume ancora maggiore importanza in quanto potrebbe permettere, attraverso l’analisi dei manufatti litici (basalto, scisti, selce e quarzite) trovati dall’equipe, di studiare l’evoluzione umana in un periodo in cui fino ad oggi gli studiosi hanno potuto contare su un numero limitato di informazioni. Buya, in Eritrea, è da sempre una zona particolarmente preziosa per gli archeologi, tanto da essere stata ribattezzata ‘il Santuario delle amigdale’, termine che si riferisce alle tipiche pietre che nell’antichità si usavano come oggetto contundente e divenute nel tempo uno dei simboli più evidenti della presenza umana in epoche assai remote.   LEGGI ANCHE: GUIDA ALL'AFRICA
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