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Secessione, mostra, Rovigo

A Rovigo in mostra le meraviglie della Secessione

A Palazzo Roverella in esposizione la Secessione di Monaco, Vienna, Praga e Roma

Gustav Klimt 
© Klimt Foundation, Wien
Gustav Klimt - Amiche I (Le sorelle), 1907
È una delle mostre più complete mai realizate in Italia sulla Secessione quella che fino al 21 gennaio 2018 rimarrà visitabile a Palazzo Roverella. “SECESSIONE. Monaco Vienna Praga Roma. L’onda della modernità”, propone infatti per la prima volta un panorama complessivo delle vicende storico-artistiche dei quattro principali centri in cui si svilupparono le Secessioni: Monaco, Vienna, Praga e Roma. La rassegna evidenzia, inoltre, differenze, affinità e tangenze dei diversi linguaggi espressivi nel primo vero scambio culturale europeo. È il caso di artisti come Gustav Klimt e Egon Schiele che esposero alle mostre della Secessione Romana o come Segantini che partecipò alle annuali mostre viennesi.
 
PERCHE' ANDARE 
 
Curata da Francesco Parisi  la mostra è scandita per sezioni tematiche dedicate alle singole città europee. La mostra si apre, cronologicamente, con la Secessione di Monaco che avvenne nel 1892 quando un gruppo di artisti come Franz von Stuck, Anders Zorn, Max Klinger, Max Liebermann, Ludwig von Hofmann si staccarono dall'Accademia di Belle Arti per formare un gruppo autonomo, dotato di una propria indipendenza. La Secessione di Vienna si formò, invece, nel 1897 e rappresentò, sin dal suo esordio, l’evoluzione e il superamento di tutte le formule allora esistenti, incluso il simbolismo. Sotto la guida dello scrittore Ludwig Hevesi e del pittore Gustav Klimt, la Secessione di Vienna diede particolare rilievo alla pittura, alla grafica e alle arti decorative. Anche gli artisti della Secessione di Praga manifestarono subito le loro idee in aperto contrasto con l’arte ufficiale boema. Il gruppo di artisti più celebre in quel periodo fu Sursum, che manteneva al suo interno diverse anime, da quella più espressionista e Nabis di Josef Vachal a quella più finemente tardo simbolista di Frantisek Kobliha fino allo scultore Frantisek Bilek.
 
DA NON PERDERE
 
Il percorso espositivo mette in risalto come a differenza delle secessioni europee che mostravano tutte una predisposizione all’estetica simbolista, la Secessione di Roma (1913-1916) avesse una formula diversa, quella dell’esposizione libera e “giovane” che permetteva al suo interno, seppur con alcune limitazioni, lo svilupparsi di linguaggi differenti. Ben distinta dalle avanguardie futuriste la Secessione romana era legata piuttosto a criteri che appartenevano ancora ad un ambito di “aristocrazia dell’arte” che ne limitava le sperimentazioni più ardite, ma altresì aperta a suggestioni internazionali: la Prima Esposizione Internazionale della Secessione fu l’occasione per vedere in mostra per la prima volta opere di Matisse e dei post-impressionisti, mentre l’anno successivo, alla II Esposizione, accanto a Cézanne e Matisse, furono presenti Klimt e Schiele.
 
SECESSIONE. Monaco Vienna Praga Roma. L’onda della modernità
Fino al 21 Gennaio 2018
Luogo: Palazzo Roverella, Rovigo
Info: www.palazzoroverella.com
 
 
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