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Lazio, il gusto millenario della Tiella di Gaeta

Sul litorale di Latina la focaccia si riempie con i profumi della terra e del mare

pizza ripiena tipica di Gaeta, Lazio
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Tiella
I sapori millenari della tiella di Gaeta deliziano ancora oggi il palato racchiudendo in due sfoglie sottili e dorate ripieni ricchi e saporiti che sprigionando tutto il gusto ed i profumi di Gaeta e del suo magnifico litorale.

LA TRADIZIONE
Si pensa che si debba risalire addirittura all'epoca dell'antica Roma per collocare le origini di una specialità semplice ma carica di gusto come la tiella di Gaeta. La tradizionale focaccia locale, infatti, compare già nel Codex Diplomaticus Caietanus tra i beni che nel 997 vennero utilizzati per pagare il canone all’Episcopio per l’affitto di una terra con vigna e mulino. Come spesso è accaduto nella storia gastronomica dei prodotti tipici, la nascita di questa ricetta millenaria con ogni probabilità è legata all'esigenza di trovare un utilizzo agli avanzi dei pasti ed è per questo, dunque, che, ancora oggi, la tiella si distingue peroprio per la varietà delle farciture.

LA DENOMINAZIONE
Come avveiene per le specialità che vantano un profondo legam estorico, culturale e geografico con la tradizione gastronomica del loro luogo di origine, anche la tilela è stata inserita nell'elenco dei Prodotti Agroalimentati Tradizionali (PAT).

LE CARATTERISTICHE
La tiella, dunque, non è una semplice focaccia formata da due sottigli sfoglie sovrapposte di un impasto a base di acqua e farina. Può essere farcita nei modi più svariati, da quelli tradizionali sino a quelli più originali e creativi.

LA PRODUZIONE
Non è difficile, dunque, poter spaziare con la fantasia con questa ricetta tanto antica quanto saporita. Può essere, infatti, farcita con ripieni a base di pesce o di verdure conservando il suo sapore delizioso. Tra le più apprezzate si distinguono quella con ripieno alle cipolle e quella con i polipetti, ma non mancano varianti con calamaretti, scarola, spinaci e baccalà, zucchine, alici, sarde o cozze.

LA CULTURA
Si dice che la tiella fosse una specialità particolarmente amata anche da alcuni membri della famiglia dei Borboni. Con il tempo in molti ne associarono il consumo ai gaetani che emigravano alla volta delle Americhe per poter fare fortuna.

IN CUCINA
In buona sostanza la tiella ricorda una sorta di pizza farcita ma il suo impasto, però, sebbene somigliante, richiede una lavorazione più accurata ed un ripieno più ricco. La tiella è cotta a puntino quando la farcitura è racchiusa da due dischi che rimangono leggermente umidi all'interno ma ben asciutti e dorati all'esterno. Per ottenere un buon risultato, è preferibile infornare le tielle farcite con ripieni che rilasciano più liquido (soprattutto quelli a base di pesce), sul ripiano più basso del forno dove, durante la cottura, si asciugherà con più facilità.

La ricetta: Tiella con la cipolla. Ingredienti: acqua, farina, cipolle, capperi, olive, olio, prezzemolo, peperoncino.Impastate con cura acqua e farina e fate lievitare per un'ora. Con il mattarello stendete due sfoglie sottili di forma rotonda e di dimensioni simili a quelle della teglia (preferibilmente di rame) che userete per la cottura. Posizionatene una sul fondo della teglia e riempitela con le cipolle tagliate a fette e condite con olive, capperi, olio, prezzemolo e peperoncino. Infornate nel forno preriscaldato alla massima temperatura e lasciate cuocere sin quando non avrà assunto un invitante colore dorato.

IL TERRITORIO
Splendida perla della provincia di Latina, il Golfo di Gaeta si estende da Sperlonga sino al fiume Garigliano, confine naturale con la Campania sprigionando un fascino tutto speciale a cavallo tra mito e storia. Lungo tutto il litorale si alternano paesaggi splendidi concentrati tanto lungo la costa, che comprende il Parco Regionale della Riviera di Ulisse, quanto in alto mare dove emergono le affascinanti Isole Pontine, e nell'entroterra punteggiato di graziose località e cime appenniniche ricoperte di macchia mediterranea, talvolta più brulla, talvolta ricca e rigogliosa, come quando, a primavera, fioriscono le ginestre.

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