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Prodotti Tipici Toscana Farro della Garfagnana DOP

Il sole della Garfagnana

Spettacoli naturali quali le maestose cime delle Alpi Apuane e le grotte nelle viscere rocciose della zona toscana danno i natali al cereale più antico al mondo: il farro

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Villaggio di Barga tra le montagne della Garfagnana
La Garfagnana è una delle poche zone che, per una solida tradizione agricola e un ambiente naturale particolarmente vocato, ha continuato a produrre e commercializzare il farro, rappresentando in Italia l’area di produzione per eccellenza di questo cereale che gode di un buon apprezzamento in funzione della sua unicità e qualità.

LA TRADIZIONE Il Farro della Garfagnana (Triticum dicoccum) è sicuramente il cereale più antico tra tutti quelli giunti ai nostri giorni, risultando coltivato già dal settimo millennio A.C., nelle sue aree di origine (Medio Oriente, Nord Africa). La sua coltivazione aumenta sensibilmente a seguito delle indicazioni della Regione Toscana che lo censiscono quale coltivazione a rischio di erosione genetica: in poco più di un decennio, dagli anni ‘70 agli anni ‘80 si passa da poche migliaia di metri quadrati a qualche decina di ettari di coltivazioni.

LA DENOMINAZIONE Nel 1996, il Farro della Garfagnana ha ricevuto il riconoscimento europeo di Indicazione Geografica Protetta (IGP).

LE CARATTERISTICHE Il farro si può considerare il capostipite dei cereali. Dal punto di vista nutrizionale è molto simile al grano tenero. È ricco di principi nutritivi, che si conservano intatti se viene consumato in chicchi interi. Ha una bassa percentuale di grassi e un alto contenuto di sali minerali, rame, potassio, calcio, ferro, fosforo, magnesio, manganese, nonché di vitamine A, B, C, E, e fibre insolubili che favoriscono il regolare lavoro dell’intestino. Si adatta a terreni poveri e a quote anche sopra i 1.000 Mt. s.l.m. Lo stelo raggiunge anche un’altezza di 1,60 Mt. Il chicco di questo cereale è “vestito” ossia ricoperto dalla glume, dalle glumelle e dal pericarpo che, dopo la trebbiatura, devono essere eliminate attraverso varie fasi che costituiscono la cosiddetta brillatura.

LA PRODUZIONE La semina avviene, utilizzando seme vestito, nei mesi di Ottobre-Novembre, su terreni idonei, in una fascia altimetrica che varia tra i 300 e i 1000 metri s.l.m. La raccolta avviene in estate, di solito nel mese di luglio; la granella di farro deve poi essere “brillata”, privata cioè delle glume e di una parte del pericarpo. Questa operazione viene effettuata con particolari molini a macine o, come avviene attualmente, mediante semplici macchine atte allo scopo. La superficie coltivata supera i 200 ettari per una produzione che si aggira intorno ai 5000 q.li all’anno.

LA CULTURA In Garfagnana si possono trovare tre varietà di Triticum Dicoccum, che differiscono per la forma della spiga, le cui “reste” possono mancare (nella varietà detta Mutica), essere corte (nella Semi-aristata) o lunghe (nella Aristata). La sua coltivazione si tramanda da secoli in Garfagnana nei terreni della media e alta collina maggiormente vocati, non subisce trattamenti chimici, viene raccolto e brillato nelle zona di produzione.

IN CUCINA Viene utilizzato in alcune saporite e tradizionali ricette della cucina garfagnina. I piatti tipici sono la zuppa di farro e le torte. Può essere inoltre utilizzato in cucina per qualsiasi piatto in sostituzione del riso e della pasta. Trasformato in farina viene utilizzato per la preparazione di paste, focacce, dolci e biscotti.

IL TERRITORIO La Garfagnana, a differenza delle dolci colline del sud della Toscana, è un  territorio ricco di alture, di vallate e di densi boschi, incastonato tra le due catene montuose delle Alpi Apuane e dell’Appennino Tosco- Emiliano. Percorrendo una delle due strade che seguono il corso del fiume Serchio, è possibile ammirare il Ponte del Diavolo situato a Borgo a Mozzano: si tratta di uno degli esempi più belli e antichi di ponte a schiena d’asino, caratterizzato da 5 arcate asimmetriche, fatto edificare nel XII° secolo dalla Contessa di Canossa. Continuando a risalire il fiume Serchio verso la Garfagnana, una visita merita anche Barga, piccola cittadina posta sulla sommità di una collina con una vista magnifica sulle montagne, entrata già da alcuni anni a far parte dei “borgi più belli d’Italia“, nella lista delle località “bandiera arancione” del Touring Club Italiano e delle città “slow”. Alle porte di Barga, nel paese di Castelvecchio Pascoli, si trova la villa nella quale visse tra il 1895 e il 1912 il poeta Giovanni Pascoli. La casa, oggi visitabile, custodisce ancora gli arredi originali e le scrivanie sulle quali il poeta lavorava; all’esterno, nel giardino della villa, si trova la cappella dove Pascoli è sepolto. Sulla strada del ritorno dalla Grotta del Vento, è possibile fare una sosta all’Eremo di Calomini, un monastero dal sapore mistico, incastonato in una parete rocciosa verticale. Oggi, l’Eremo ospita 2 chiese, una di stile settecentesco (le cui origini risalgono però al 1000), un’altra più spartana ricavata a colpi di scalpello nella roccia e le antiche celle dei frati anch’esse scavate nella montagna. Una volta giunti a Castelnuovo di Garfagnana, capoluogo della omonima area, è possibile fare una passeggiata nel centro storico racchiuso all’interno di una antica cinta muraria nella quale spicca la Rocca Ariostesca, possente struttura difensiva risalente, nella sua configurazione originaria, al XII° sec., che protesse la città dalle frequenti incursioni della vicina Repubblica di Lucca. Ci si sposta, a questo punto, a Castiglione di Garfagnana, percorrendo la Strada Provinciale 72, attraversando il paese di Pieve Fosciana. Come Castelnuovo, anche Castiglione è cinto da mura e possenti bastioni molto ben conservati, le cui origini risalgono, addirittura, all’epoca romana (il nome originario latino era “Castrum Leonis” , Castello del Leone, evolutosi , poi, in “Castiglione”). Gli amanti delle passeggiate in mezzo alla natura non possono assolutamente mancare di visitare il Parco dell’Orecchiella, un area di circa 5000 ettari caratterizzata da boschi di castagni, faggi e abeti, abitati da una interessante fauna selvatica. All’interno, è possibile trovare musei naturalistici, recinti che ospitano vari animali, magnifici giardini (splendidamente fioriti e curati dal Corpo Forestale dello Stato), piccoli laghi nonchè sentieri di vari livelli di difficoltà, per immergersi pienamente nel cuore selvaggio della riserva. Da visitare sono anche due suggestive strutture difensive della Garfagnana: la Fortezza delle Verrucole situata su un crinale roccioso nei pressi del paese di San Romano di Garfagnana e la Fortezza di Moltalfonso, posta sulla collina che sovrasta Castelnuovo di Garfagnana. Entrambe le fortezze ospitano oggi numerosi eventi culturali (quali rappresentazioni teatrali e concerti) e meetings.
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