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A Furore il più bel fiordo della Costiera Amalfitana

Il caratteristico comune campano offre uno degli angoli più suggestivi della regione, amato anche da Anna Magnani e Rossellini

Costiera Amalfitana: Furore fiordo
©Foto Starnetwork/ www.walking-trekking.it
Costiera Amalfitana. Fiordo di Furore
A circa 29 chilometri da Vietri sul Mare, porta di ingresso della Costiera Amalfitana da sud, a poco più di 10 da Atrani e da Amalfi e circa 16 da Ravello si trova un caratteristico comune conosciuto principalmente per il suo affascinante fiordo, che porta anche il nome carico di suggestione: Furore. Il suo fiordo, che probabilmente è stato ispirazione per il nome grazie al terribile rumore del mare in tempesta che vi si incuneava, è uno degli angoli più suggestivi di tutta la zona: è costituito da una rientranza del mare all'interno della costa, con la spaccatura dalle pareti molto ripide che si incunea all'interno creando una mescolanza quasi surreale tra un paesaggio che sembra dolomitico e le cristalline acque del mar Tirreno.

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Al termine dello specchio d'acqua c'è una piccola spiaggia sulla cui riva era sorto anticamente un piccolo borgo marinaro costituito da depositi per il paese di Furore che si trova più in alto, nascosto tra i monti. E’ stato un luogo molto apprezzato da Anna Magnani ai tempi del suo legame con Roberto Rossellini che qui girarono, nel 1948, l’episodio “Miracolo” del film “Amore”. Il fiordo è raggiungibile via mare con un approccio decisamente romantico, ma anche utilizzando la statale 163 che lo scavalca grazie ad un ponte di circa 30 metri di altezza, da cui ogni estate si tiene il campionato mondiale di tuffi. Una delle principali caratteristiche di Furore è l’invisibilità, tanto è vero che viene spesso citato come il Paese che non c’è: la ragione va fatta risalire al periodo della Repubblica Marinara di Amalfi, quando le merci giungevano via mare sulla spiaggetta del fiordo e poi venivano portate a spalla attraverso una lunghissima scalinata al borgo superiore, che era composto da case disseminate lungo un costone della montagna.

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Per adattarsi ad un territorio impervio l’architettura manca di piazze e slarghi ed è stata creata una vera e propria fortezza naturale completamente invisibile per chi giungeva dal mare, ideale quindi contro le incursioni saracene. Oggi ci si incammina tra i sentieri e i vicoletti strappati alla roccia per ammirare giardini colorati e vigne, pergolati e terrazze a strapiombo sul mare, chiese, campanili e cupole arabeggianti, godendo di un panorama mozzafiato che è sempre avvolto da un’atmosfera magica e sognante. Per continuare a vivere intense emozioni anche il palato vuole la sua parte: ecco allora la possibilità di dedicarsi una cena romantica al ristorante La Locanda del Fiordo (Via Trasita 13) dove l’accoglienza calorosa e la straordinaria vista che si gode fanno da cornice agli squisiti piatti tutti preparati con ingredienti genuini.
 
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