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Catacombe Cappuccini Palermo mummie

Palermo, nelle catacombe la ‘mummia più bella del mondo’

Un vero 'museo della morte', tra le salme imbalsamate dei frati cappuccini. 

Catacombe dei Cappuccini Palermo
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Mummie nelle Catacombe dei Cappuccini
Le Catacombe dei Cappuccini di Palermo si trovano sotto la Chiesa di Santa Maria della Pace, e sono state utilizzate come luogo di sepoltura sin dalla fine del 1500. Ma non sono affatto un comune sepolcro. Si tratta infatti di decine di metri di gallerie e corridoi dove i morti sono esposti, in vista. Alcuni in posizione verticale, abbigliati, con tanto di barba e capelli. Certe salme sono perfettamente conservate, altre meno, e tutte insieme offrono un macabro spettacolo della morte che difficilmente non induce un brivido. Ma è soprattutto l’ospite più speciale di queste catacombe a far raggelare il sangue: la ‘mummia più bella del mondo’, a volte detta ‘la bella addormentata di Palermo’. Si tratta di una bambina, la piccola Rosalia Lombardo.
 
Facciamo un passo indietro. Le Catacombe dei Cappuccini sorsero quando i monaci decisero di calare nelle viscere della terra sotto il convento i loro defunti. Resisi conto ad un certo punto che lo spazio non era sufficiente, decisero di allargare il sito sepolcrale sfruttando alcune cavità naturali del sottosuolo. Ma quando si calarono nel sepolcro, si resero conto che ben 45 salme dei loro confratelli sepolti anni prima non si erano decomposte. Anzi, le condizioni naturali avevano permesso una incredibile imbalsamazione. Interpretando questo fatto come un segno divino, decisero che da lì in avanti i morti sarebbero stati tutti imbalsamati, e lasciati in esposizione. I corridoi delle catacombe cominciarono quindi a riempirsi di salme mummificate, in una sorta di ‘museo della morte’ che iniziò ad avere una certa fama. Tanto che a fine del 1700 decisero di concedere la sepoltura in quel luogo anche ai ‘civili’ che potevano permettersi di pagare un imbalsamatore. Il luogo ottenne persino una deroga al divieto napoleonico di seppellire i morti in città, emanato nel 1710. 
 
Dunque le catacombe cominciarono a riempirsi di salme di personaggi illustri e notabili (gli unici che potevano permettersi la mummificazione e la donazione che i monaci richiedevano per concedere lo spazio). Le famiglie potevano dunque non solo preservare il corpo dei propri cari, ma continuare ad andare a trovarlo e vederlo nelle sue sembianze – quasi – intatte. Uno dei corpi più noti è appunto quello di Rosalia Lombardo, una bambina. Non si tratta dell’unica giovanissima ‘ospite’ delle catacombe di Palermo, ma certamente è la più bella. La sua mummificazione infatti è un capolavoro: ancora oggi ha le guancia rosee e paffute, i capelli che le incorniciano il volto, persino le lunghe ciglia. La sua salma risale al 1920, quando il cimitero era ufficialmente stato chiuso, ma per lei si fece una deroga (e anche per il viceconsole degli Stati Uniti Giovanni Paterniti, altro ospite illustre).
 
La mummificazione della piccola Rosalia è stata opera del Dottor Alfredo Salafia, noto per i suoi studi e i suoi metodi sulla conservazione dei defunti. Una formula ‘miracolosa’ che sembrava perduta con la morte del dottore, recentemente ritrovata su manoscritti appartenuti ai suoi eredi. Un metodo così efficace che le analisi del cadavere della bimba rilevano ancora al suo interno la presenza di tutti gli organi interni. La ‘bella addormentata’ riposa oggi in una teca high-tech che ne garantisce una ulteriore conservazione. 
 
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