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Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri Valcamonica

In Valcamonica le più sorprendenti Incisioni Rupestri 

L'arte rupestre delle Alpi: oltre 200 mila figure Patrimonio dell'Umanità Unesco nel parco nazionale lombardo

Incisione Rupestre del Parco Nazionale della Valcamonica
©Francesco Prezioso, "Laboratorio di Valorizzazione e Comunicazione dei Beni Archeologici" Università IULM di Milano.
Roccia 23 carro a quattro a ruote trainato da equidi (età del Ferro).
I comuni di Capo di Ponte, Nadro, Cimbergo e Paspardo, in provincia di Brescia, sono uniti da un tesoro unico al mondo. E’ infatti in questa zona della Lombardia che si concentrano le incisioni rupestri catalogate che costituiscono una delle più ampie collezioni di petroglifi preistorici mai scoperte, dichiarate il primo Patrimonio dell’Umanità riconosciuto dall’Unesco in Italia nel 1979. All’epoca vennero riconosciute oltre 140 mila figure ma nel corso degli anni il numero complessivo  è salito fino ad arrivare anche a 300 mila. Realizzate lungo un arco temporale di ottomila anni, fino all’Età del Ferro che arriva al I millennio a.C., le incisioni sono state eseguite per la maggior parte con la tecnica della martellina e in numero minore attraverso il graffito.

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Le figure sono illustrazioni di riti religiosi, scene di caccia o di lotta e la loro funzione è da attribuire a riti celebrativi, commemorativi, iniziatici o propiziatori. Prima erano utilizzate soprattutto in campo religioso per essere trasportate poi anche in campo laico in occasioni particolari. Tra i segni più noti rinvenuti in Valcamonica spicca la Rosa Camuna, adottata anche come simbolo ufficiale della Regione Lombardia. La prima testimonianza del ritrovamento di rocce incise risale al 1909, quando vennero segnalati al Comitato Nazionale per la Protezione dei Monumenti dei massi istoriati nei pressi di Cemmo. Bisogna però aspettare gli Anni Venti per incontrare l’interesse degli studiosi finché, negli Anni Trenta, le incisioni divennero giustamente famose anche all’estero.

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A Capo di Ponte, nel 1955, venne istituito il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane, il primo della Valcamonica. Con un’area di oltre 14 ettari ospita al suo interno 104 rocce incise correlate da pannelli informativi e suddivise in 5 percorsi di visita che, per una lunghezza di circa 3 chilometri, sono facilmente percorribili. Alcune rocce sono di notevoli dimensioni come la Roccia 1 che offre una grande varietà di figure incise (addirittura un migliaio): si riconoscono animali, uomini armati, telai verticali a pesi, palette, edifici. Via via che si procede nel percorso si incontrano anche altre figure simboliche, scene ed iscrizioni dal significato complesso. Tra le raffigurazioni divine quella più curiosa è incisa sulla Roccia 70: si tratta di una figura di grandi dimensioni con evidenti corna di cervo che con tutta probabilità rappresenta il Dio Cernunnos, ovvero un dio della fecondità, degli animali e della natura selvaggia molto presente anche nella mitologia celtica. 

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