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Orte sotterranea grotte cunicoli

Alla scoperta dei sotterranei di Orte

Sotto la cittadina laziale, una serie di cunicoli e ambienti ipogei scavati nel tufo

Panorama di Orte
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Orte
Chi percorre il centro Italia da sud a nord o viceversa, sia in automobile che in treno, ha certamente incrociato sul suo cammino Orte. Ma la cittadina laziale, situata nella provincia di Viterbo, è ben più di un importante snodo stradale. Essa ha infatti un pittoresco centro storico medievale, vanta diversi siti archeologici (dall'età del Bronzo all'epoca romana), e soprattutto un interessante complesso di cunicoli e ambienti ipogei. Orte Sotterranea è il progetto di ricerca e studio di questi ambienti, custoditi nelle viscere nella rupe tufacea sulla quale sorge la cittadina. Un'area abitata da migliaia di anni.
 
Tra gli ambienti di maggior rilievo della Orte Sotterranea, la Fontana ipogea. Concepita come cisterna per l’acqua, probabilmente scavata in epoca romana e punto terminale dell’antico acquedotto, è stata pesantemente restaurata nel 600. Si presenta con due colonnine di marmo che sorreggono una volta a crociera e incorniciano l’archetto che funge da fronte. Al centro, sgorga l’acqua che gli abitanti di Orte sono venuti qui a raccogliere per secoli. Un tempo un custode aveva il compito di tenere pulita la fonte, oltre che le chiavi della porta attraverso cui vi si accedeva. 
 
Nel dedalo di viuzze sotterranee, c'è un cunicolo principale, risalente al VI-V secolo a.C., impiegato a suo tempo per raccogliere l’acqua che filtrava dalla roccia tufacea. Una sorta di condotto idrico lungo circa 2000 metri, al cui interno si possono ammirare pozzi di luce (che servivano a recuperare il materiale scavato), i controsoffitti antichi, le aperture laterali che servivano a far defluire l’acqua in caso di superamento della capienza massima. Il percorso del cunicolo si conclude presso l’Ipogeo del Vascellaro, altra importante fontana che ha subito ingenti restauri nel Seicento, ma ancora mantiene parte del suo aspetto originario. Degna di nota, la Cisterna di Piazza Fratini, alla quale si accedeva dal Chiostro della Chiesa di San Lorenzo attraverso una ripida scala. Non aveva funzionalità idrica ma di magazzino per le granaglie il Pozzo di Cocciopesto. Non manca una Colombaia, che come spesso avveniva all’epoca si installava nelle camere ipogee sul ciglio delle rupi. Insomma, una visita alla Orte Sotterranea è un interessante immersione nella storia della cittadina, una prospettiva particolare per conoscere una parte di storia importante del Centro Italia.
 
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