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Oro setaccio
©Associazione Biellese Cercatori d'Oro
Gold Rush: viaggi cercatori dÂ’oro

I cercatori d'oro vanno in vacanza

Si chiama Gold Rush: andar per fiumi e torrenti a caccia dell'oro. Ecco dove praticarlo in Italia

Stivali di gomma, setaccio, vanga, piatto e tanta pazienza. È questo l’equipaggiamento base per chi, nel tempo libero, ha deciso di trasformarsi in un cercatore d’oro. Eh sì, suonano assai lontani gli anni della mitica “Gold Rush”, la corsa all’oro che a metà ‘800 vide migliaia di persone migrare nello stato della California in cerca di fortuna; in realtà, sono molti gli appassionati che in Italia si dedicano a questo hobby che, in tempi di crisi economica, si rivela assai “prezioso”, tanto che ai cercatori di lunga data se ne vanno aggiungendo, anno dopo anno, sempre di nuovi. E il bottino, per chi diventa esperto, è spesso assicurato: si parla di grammi, attenzione, ma la soddisfazione è di gran lunga maggiore!

I territori di caccia per i cercatori d’oro sono localizzati naturalmente intorno ai corsi d’acqua dove, tra la sabbia e il fango, con la tecnica giusta e un’adeguata dose di fortuna si possono recuperare le preziose pagliuzze. I fiumi e torrenti più battuti dai cercatori sono il Ticino, l’Orba, la Dora Baltea e il torrente Elvo; corsi d’acqua che sorgendo ad alta quota trascinano a valle sedimenti di vario tipo erosi dalle rocce tra cui, appunto, l’oro. Ma… come si fa a cercare l’oro? Come imparare a distinguerlo? Un’idea può essere quella di contattare le varie associazioni di cercatori: alcune, ad esempio, organizzano gare o, ancora, incontri didattici anche per le scuole come l’Associazione Cercatori D’Oro Valle Ticino Pavese.

Oppure potete visitare Victimula, il “villaggio dei cercatori d’oro italiani” fondato dall’Associazione Biellese Cercatori d’Oro, punto di riferimento internazionale per la ricerca dell’oro in Italia che ospita anche tornei e campionati. Presso il villaggio Victimula si trova il Centro Visite della Riserva Naturale Speciale della Bessa, l’antica miniera d’oro a cielo aperto di epoca romana e il Museo dell’Oro e della Bessa.

Per chi volesse poi cimentarsi nella ricerca del prezioso metallo, non resta che farsi accompagnare dagli esperti verso il torrente Elvo, nella Valle dell’Oro, il corso d’acqua aurifero più apprezzato dai cercatori d’oro italiani. Una volta in acqua, il metodo non è complicato: occorre raccogliere la sabbia dal fondale del fiume, setacciarla per liberarla dai sassi e, muovendo ad arte il caratteristico piatto, che in gergo tecnico si chiama “batèa”, si separerà la sabbia dalle pagliuzze dorate. A questo punto non resta che buttarsi, anche perché quest’hobby è assolutamente legale: la ricerca dell’oro nei fiumi è infatti libera nella maggior parte delle regioni italiane. Buona caccia!

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Link utili:
www.worldgoldpanningassociation.org
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