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4 cose da sapere sui mosaici di Spilimbergo

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Mosaico Aggiornato il 24 Maggio 2016
di livia fabietti
In provincia di Pordenone si scopre la capitale dell'arte musiva nonché la sede della famosa e prestigiosa Scuola Mosaicisti del Friuli

Parlare di Friuli Venezia Giulia senza menzionare i suoi mosaici è cosa impossibile: la storia di questa regione è strettamente connessa a quest'arte dall'inestimabile valore nata, sviluppata e affinata nel corso dei secoli: oltre al fascino di Aquileia, importante sito musivo romano e paleocristiano, quello di Grado e ancora di San Giusto, l'arte musiva è di casa anche a Spilimbergo che, secondo il critico e storico dell’arte Vittorio Sgarbi compete in termini di prestigio con Venezia e Ravenna. I meriti della sua fama vanno soprattutto alla Scuola Mosaicisti del Friuli, prestigiosa realtà rinomata a livello internazionale per la professionalità e la competenza degli artisti-artigiani che qui si sono formati e hanno esportato il loro talento in ogni dove valorizzando così il mosaico come espressione della contemporaneità e non solo come testimonianza di un ricco passato.

LEGGI ANCHE DOVE SI TROVANO I MOSAICI PIU' BELLI D'ITALIA LA TRADIZIONE Utilizzare ciottoli, vetri e conchiglie al fine decorativo è una tradizione che ha accompagnato l’uomo in varie fasi della storia, basta ricordare come i romani erano soliti fare tesoro dei mosaici per abbellire le proprie domus patrizie e i luoghi più prestigiosi così come i bizantini se ne servivano impreziosire le basiliche. Fu a partire dal XVI secolo che un gruppo di mosaicisti friulani, facendo tappa in quel di Venezia, erede della tradizione musiva romana e bizantina, studiarono gli antichi mosaici arricchendo il proprio bagaglio pronti per il grande salto che li portò a dare vita a opere importanti e significative che si trovano oggigiorno dislocate in ogni angolo del mondo, in aeroporti, stazioni, alberghi, metropolitane, università, residenze pubbliche e private, stadi, cattedrali, moschee, santuari, monasteri etc. L’arte è stata tramandata, di generazione in generazione, dai magistri musivari ai giovani apprendisti direttamente nei cantieri di lavoro fino al 1922, anno in cui è sorta la Scuola Mosaicisti del Friuli, un luogo dalla funzione didattica, promozionale e produttiva in grado di coniugare tradizione e innovazione dando un nuovo impulso all’arte del mosaico grazie all'operato di artisti i cui capolavori sono custoditi tanto in Italia come il ciclo musivo del Foro Italico a Roma quanto all'estero come si evince dal Monastero di Sant’Irene vicino ad Atene e ancora nel Kawakyu Hotel di Osaka etc.

LEGGI ANCHE RAVENNA, LA CAPITALE DEI MOSAICI LE CARATTERISTICHE Sono diverse le tecniche lavorative a cui si appella il mosaicista per la messa in opera: il sistema più rapido è la tecnica diretta che porta ad applicare le tessere che vanno a formare il disegno direttamente sulla superficie da decorare mentre, per quel che concerne la tecnica a rovescio su carta, le tesserine capovolte sono incollate prima su carta con colle di farina facilmente rimovibili per poi procedere con l'applicazione sul supporto definitivo che si è scelto capovolgendo il mosaico e facendolo ben aderire al superficie prescelta.  IL TERRITORIO Tra gli appuntamenti da segnare in agenda spicca l’evento Art&Mosaico (Artefici Artigiani Artisti), una grande vetrina che, ogni due anni e per tre giorni, rende Spilimbergo un museo a cielo aperto raccontando il fascino di quell’arte che l’ha resa famosa in Italia e nel mondo. INDIRIZZI Fino al prossimo 4 settembre 2016, nelle aule e nei laboratori della Scuola Mosaicisti del Friuli, è possibile visitare la mostra “Mosaico&Mosaici”: una selezione di opere degli allievi realizzate nel corso dell’anno scolastico è a disposizione del pubblico di appassionati o semplici curiosi e non solo, l’occasione è quella giusta per allargare il tour e fare visita ai laboratori di mosaico e la ricca galleria di opere che caratterizzano il polo educativo.