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Laguna di Venezia: i segreti dell'isola di Torcello

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Torcello Aggiornato il 26 Aprile 2016
di giulia mattioli
Un lembo di terra semi disabitato che custodisce alcune curiose 'chicche' storiche 

Torcello non è un’isola famosa rispetto a molte altre della laguna veneziana, come Burano o Murano ad esempio, e pur essendo poco abitata (una ventina di persone), poco nota, e poco battuta, ospita alcune testimonianze storiche che sono vere e proprie ‘chicche’ perfette per solleticare la curiosità. Ad esse infatti si legano fatti storici, ma si intrecciano anche piccoli misteri e un pizzico di credenze popolari. Torcello fu uno dei più antichi insediamenti della laguna, abitata già dai tempi dell’Impero Romano; si rifugiarono qui le popolazioni che si dovevano difendere dalle invasioni barbariche, e la resero un centro urbano fiorente. Venne abbandonata nel XV secolo a causa del progressivo impaludamento, in favore della prospera Venezia, e un poco alla volta spogliata di tutti i materiali edili e delle sue costruzioni, salvo alcune che ancora oggi catturano la curiosità dei visitatori. LEGGI ANCHE: SANT’ANDREA, UN FORTINO ABBANDONATO IN LAGUNA
 Si scorge da lontano il campanile a base quadrata della Cattedrale di Santa Maria Assunta, costruita nel 639 e testimonianza tra le più antiche dell’architettura veneto-bizantina rimaste in laguna. Lo stile è romanico, e all’interno ancora oggi custodisce splendidi mosaici e preziosi marmi policromi. Non lontano dalla cattedrale sorge la Basilica di Santa Fosca, dedicata all’omonima santa la cui storia affonda le radici tra la realtà e la leggenda. Ella sarebbe vissuta tra il III e il II secolo a.c. ma le testimonianze certe sulla sua vita mancano, e si intrecciano con il martirologi medievali: le sua leggenda narra che ella, nata e vissuta in una città libica, si consegnò alle autorità assieme alla sua tutrice Maura perché si rifiutavano di abiurare il Cristianesimo. Vennero atrocemente torturate e quindi uccise, e per qualche ragione insolita le loro reliquie finirono tra le mani di un marinaio che le portò a Torcello (le spoglie di Santa Maura si trovano però a Milano). 

Basilica di Santa Fosca
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 Gli aneddoti ‘macabri’ collegati all’isola di Torcello non finiscono qui. Sul lembo di terra lagunare sorge anche il Ponte del Diavolo, la cui leggenda si lega al patto che una ragazza alla quale era stato ucciso l’amato (probabilmente dalla famiglia stessa di lei per impedire l’unione) fece con il Diavolo: 7 anime in cambio del suo perduto amore. L’appuntamento per il demoniaco scambio avvenne nel punto in cui sorge il ponte, ma la fanciulla appena vide l’amato riuscì a fuggire con lui senza saldare il debito col Diavolo, il quale ancora oggi è lì in attesa delle anime che gli spettano. E ancora, nella disabitata - ma per nulla noiosa - Torcello si trova un particolare monumento scultoreo chiamato il Trono di Attila, anche se non vi sono dati storici che testimoniano la presenza del condottiero sull’isola. Fatto sta che su quel trono si sedevano i tribuni dell’amministrazione e i vescovi, e chissà se il nome che è stato dato allo scranno non sia semplicemente ironico.
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 Gli aneddoti curiosi si mescolano al paesaggio lagunare e al silenzio che ammanta l’isola di Torcello, rendendola una meta particolare e diversa dal solito per un’escursione nei dintorni di Venezia. Si può raggiungere con il vaporetto che collega la città all’isola di Burano.