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Arezzo, segreti e curiosità dell'Orologio Astronomico

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Arezzo Torre Campanaria del Palazzo della Fraternita dei Laici Aggiornato il 10 Gennaio 2019
di flaminia giurato
Cosa si cela nella Torre Campanaria del Palazzo della Fraternita dei Laici

Arezzo, tra i suoi tanti tesori, custodisce un raro esempio europeo di orologio astronomico del Cinquecento ancora in funzione e l’unico in Italia per dimensioni e meccanismi. Si tratta dell’orologio astronomico che venne aggiunto al già bel palazzo della Fraternita dei Laici, edificio simbolo di Piazza Grande. Con tutta probabilità si tratta dell’ultimo al mondo ancora a carica manuale. Venne costruito nel 1552 dal mastro orologiaio Felice di Salvatore da Fossato, e si trova nella vela campanaria del palazzo: leggenda vuole che il suo creatore sia stato accecato o addirittura assassinato dai committenti ad opera compiuta per non farla riprodurre altrove.

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Sorprendente è proprio il fatto che l’orologio mantenga le sue funzioni specifiche dopo secoli e faccia sentire ancora i suoi rintocchi. È azionato da una ricarica manuale giornaliera che mantiene il moto perpetuo grazie all’azione di corde lunghe e contrappesi, a cui sono legati dei massi, che muove un'unica lancetta che indica le ore e le mezze, e attiva i tiranti legati alle campane per l'annuncio pubblico del tempo che scorre. Il meccanismo muove anche Sole e Luna che ruotano attorno alla Terra, fissa nel centro secondo la visione tolemaica. E la Luna, una sfera nera e oro, gira anche su se stessa per indicare al popolo quando raccogliere o seminare a seconda delle sue fasi. A regolare le precisione dell’indicazione dell’ora c’è anche una meridiana utilizzabile a mezzogiorno ogni giorno dell’anno, anche se ha perso la sua funzione originale con l'aggiunta del pendolo. L’orologio deve essere ricaricato giornalmente con un’apposita manovella che riavvolge le funi con i contrappesi, generando cosi il movimento della macchina.

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In occasione della visita guidata che inizia alle 16:30 viene ricaricato ogni giorno alle 17. Complesso è anche il modo in cui suonano le campane. Dopo il restauro del 1998 quella grande centrale batte alle ore, di sei in sei, e ripete alle mezze ore. Quella di sinistra, del 1300, suona a tutti i quarti d’ora con un rintocco al primo e al secondo quarto d’ora, due rintocchi al terzo e al quarto, mentre la campana di destra, del 1551, accompagna la prima ogni quarto. La torre campanaria ospita anche un terrazzo panoramico dalla vista mozzafiato sulla piazza e sulla città antica: da qui è possibile vedere i maggiori monumenti come il campanile della Pieve di Santa Maria, la Cattedrale e la torre del Palazzo del Comune.