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Ghat
Ghat si trova nel cuore della provincia libica del Fezzan, nel Sud-Overst del paese. Per arrivarci si guida per qualche ora da Sebha, allucinante metropoli nel deserto: è la città natale del colonnello Gheddafi ma a noi interessa perché a Sebha c'è un aeroporto collegato più o meno regolarmente con Tripoli, la capitale. Poco prima di arrivare a Ghat la strada costeggia l'Idinen, montagna sacra ai Tuaerg: un mix di rispetto e superstizione (viene chiamata anche la "fortezza dei fantasmi" o "la montagna del diavolo") rende ardua la ricerca di una guida per esplorarne i pendii e le valli. Ha una sagoma sinistra e imponente, soprattutto al tramonto. Forse più di molte altre città del deserto Ghat testimonia le vicissitudini della propria storia travagliata e anomala di ex-centro del commercio di schiavi. Anomala perché da tempo immemorabile popolata con regolarità (e non è un fatto normale se si considera la natura nomade delle genti che abitano queste zone) e anomala per la presenza considerevole di etnie nere, prevalentemente nigerine, che vivono in zone ben delimitate della città. Anomala e affascinante per la varietà delle danze in occasione delle festività collettive che si tengono ogni anno a dicembre: tutta la comunità partecipa, i mercati sono più ricchi e colorati e lo spettacolo della "danza dei fucili" segna il culmine della festa.


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