Walser. I custodi delle Alpi
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di laura zancolò, foto ©2005 sportelli walser
Un piccolo popolo tenace, con un forte spirito di sopravvivenza che oggi, come da 700 anni a questa parte, vive nella montagna e con essa. Sono anche chiamati i custodi del Monte Rosa questi contadini, minatori, intagliatori del legno che perpetuano nella loro quotidianità il loro passato. Nel Medioevo i Walser, dalla piana del Goms, in Alto Vallese, valicarono, per motivi probabilmente legati a una imponente crescita demografica, le Alpi per colonizzare le valli disabitate del versante meridionale.
Antichi forni per il pane, fontane di pietra, baite in legno e pietra perfettamente integrate nel paesaggio montano, il sistema di essiccazione e del trasporto del fieno d´inverno così come i diversi strumenti in legno utilizzati per la lavorazione del latte, sono la testimonianza, e il comun denominatore, di questa minoranza presente in un’area di oltre 300 chilometri con 150 colonie fra Svizzera e Francia fino al Voralberg austriaco.
In Italia i Walser si sono insediati su tre valli parallele in: Macugnaga, Alagna, in territorio piemontese, e Gressoney in Val D’Aosta, collegate dal Grande Sentiero dei Walser, un percorso che è possibile fare a piedi, sulle tracce di questo popolo antico. A unire questa comunità che nel 1983 si è riunita nella Comunità Montana Walser Alta Valle del Lys grazie a un accordo fra i comuni di Gressoney, Gaby e Issime, un ruolo molto importante è quello della lingua, un dialetto germanico che deriva dal Medioevo, e che assume in linea con il territorio delle caratteristiche diverse, che viene strenuamente difeso così come le “Stadel”.
Questi antichi edifici in legno di larice che poggiano su corte colonne a forma di fungo, con gambo in legno e cappello costituito da un grande disco di pietra, avevano questa forma per preservare da roditori e umidità il foraggio. Uno dei più antichi si trova a Gressoney Saint Jean ed è datata 1547.
Infolink:
www.walserland.org
www.walser.it