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Tra gli ultimi cannibali in West Papua

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Uomo Dani Aggiornato il 09 Maggio 2014
di flaminia giurato
Regione ancora sconosciuta per molti aspetti, la parte occidentale e indonesiana dell'isola Papa Nuova Guinea è una destinazione per chi ama l'avventura

Non tutti possono dire con esattezza dove si trovi il West Papua, ex Irian Jaya: è la parte occidentale e indonesiana dell’isola di Papa Nuova Guinea, nell’estremo sud-est asiatico. Questa regione grande una volta e mezzo l’Italia è più vicina al nord dell’Australia che non all’Asia, e si distende su un territorio ondulato lungo circa 1200 chilometri e largo 736, coperto per il 75% da giungle e foreste pluviali, con al centro una catena montuosa dove le vette arrivano a superare i 5000 metri, caratterizzati da nevai e ghiacciai perenni.

PERCHE’ ANDARE. L’ex colonia olandese è una delle zone più sconosciute della terra, dove ci si muove solo a piedi, in barca o in aereo perché non esistono strade. E’ la destinazione ideale per chi ama i viaggi d’avventura più impegnativi e per chi voglia esplorare territori incontaminati e venire in contatto con popolazioni selvagge. Qui la natura regna sovrana e regala flora e fauna spettacolari, che hanno creato un interessante punto di transizione tra Asia e Australia. Vi si possono infatti incontrare parecchi marsupiali come canguri arboricoli, orsetto cuscus, opossum e quoll, rettili con serpenti, coccodrilli, clamidosauri e varani, le lucertole più lunghe del mondo e alcune delle maggiori farfalle, 180 specie di mammiferi, 700 tipi di uccelli (di cui 450 endemici) tra i più colorati e variopinti (dal casuario grande quanto uno struzzo all’uccello del paradiso, dai cacatua ai pappagalli, fino all’unico volatile velenoso), e per finire 16 mila piante, di cui 124 endemiche, comprese innumerevoli orchidee. E ogni anno si continuano a scoprire piante ed animali sconosciuti.

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DA NON PERDERE. La vera chicca di questa regione, vero eden per etnografi e antropologi, è costituita dalle popolazioni umane celate nell’interno, qualche centinaia di trubù con altrettanti dialetti, alcune forse ancora ignote, tutte capaci di mantenere finora intatti i propri costumi ancestrali nonostante visitatori curiosi e missionari invadenti. Per ubicazione, habitat, economia, lingua, costumi ed altro ancora, le tribù papua sono molto diverse le une dalle altre, anche quelle più piccole, pur con alcuni denominatori comuni. I più famosi e numerosi sono i Dani, perché abitano la stupenda valle montana del Beliem, unica zona turistica di tutto l’interno, che offre incantevoli scorci alpini, laghi, cascate, grotte e canyon. La rete di sentieri che collega i villaggi ben si presta per il trekking, anche con ponti sospesi. I Koroway  vivono invece in un’intricata e remota foresta pluviale tra paludi, raggiungibile solo con un giorno di canoa. Sono cacciatori e raccoglitori seminomadi ben fermi alla preistoria, noti soltanto dal 1974, quando erano ancora antropofagi. Gli Asmat infine abitano i pantani nella foresta a mangrovie della pianura meridionale, soggetta a notevoli maree, e sono gli artisti spontanei di Papua. Noti da solo mezzo secolo, vivono di caccia e pesca in grandi capanne comuni rettangolari su palafitte lungo le rive dei fiumi; bellicosi ex cacciatori di teste e cannibali, usano ancora come cuscini e trofei i crani delle loro vittime.

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COSA PORTARE. Il clima tropicale caldo umido è caratterizzato da possibili piogge, per questo è indispensabile una giacca impermeabile e poi capi leggeri e pratici di cotone, pantaloni lunghi e corti di tela, calzature comode e un buon numero di ricambi viste le condizioni afose. Se si intraprendono escursioni in quota sono da portare anche felpe e giacche a vento. Da non dimenticare il repellente per insetti.

CON CHI ANDARE. L’operatore milanese I Viaggi di Maurizio Levi, specializzato da 20 anni in viaggi di scoperta a valenza ambientale e etnografica, propone in West Papua una vera spedizione etnografica e antropologica per esperti viaggiatori di 19 giorni per visitare le popolazioni tribali dani, koroway e asmat nei loro habitat peculiari. Partenze individuali con guide locali di lingua inglese per tutta l’estate 2014, pernottamenti in semplici guest-house, abitazioni locali e tende, tre giorni di trekking  con portatori su percorsi disagevoli e lunghe escursioni fluviali in canoa, spostamenti con piccoli aerei,  a partire da 5.380 euro in doppia con pensione completa per i servizi in loco, voli dall’Italia da 840 euro.

CURIOSITA’. Gli uomini di razza melanesiana dalla pelle scura e dai capelli crespi, dal punto di vista culturale sono rimasti fermi alla preistoria, per l’esattezza al paleolitico, perché girano nudi o quasi e possiedono soltanto strumenti di pietra scheggiata, legno e osso. Vivono di caccia, pesca e raccolta di frutti spontanei, ma non conoscono i metalli, la ceramica e la tessitura. Fino a poco tempo fa si divertivano a collezionare le teste mozzate dei nemici ed erano feroci cannibali, capaci di mangiarsi a pezzi o di cuocere le prede ancora vive: questo rito barbarico deriva e colma carenze croniche di carne e di proteine e il cannibalismo è stato una pratica comune in parecchie società primitive.