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La vita senza confini di Lou Von Salomé

Storia di una donna libera e indipendente capace di dare una svolta alla storia della psicologia moderna

Wanted
Intellettuale tedesca e icona del femminismo, sono in molti a considerarla la prima psicanalista donna… Lei è la protagonista del film distribuito al cinema in questi giorni da Wanted e Valmyn: Lou Von Salomé di Cordula Kablitz-Post. Agli ordini della regista tedesca troviamo Katharina Lorenz nei panni della protagonista, nata nel 1861 a San Pietroburgo e poi vissuta - in diverse fasi della sua vita - tra Gottinga e Vienna. Città che appaiono nella vicenda ricostruita a partire da ricordi redatti da questa donna carismatica nelle ultime fasi della sua vita.



Personalità anticonformista in un mondo dominato dagli uomini, per far riconoscere i suoi talenti e la sua indipendenza Lou decide di sottrarsi all’amore carnale e di studiare filosofia (contro il volere materno), scrivere poesie e frequentare circoli intellettuali. A Roma incontra i filosofi Paul Rée e Friedrich Nietzsche, affascinati da lei tanto da chiederla entrambi in moglie, rifiutati. Ma quando a corteggiarla è il giovane Rainer Maria Rilke, allora sconosciuto, se ne innamora e diventa sua consigliera e promotrice. Per la prima volta si lascia coinvolgere in una relazione alla quale seguiranno molte altre. All’età di 50 anni conosce Sigmund Freud e scopre la psicoanalisi, diventando una delle sue allieve predilette e influenzando anche alcune delle sue teorie fondamentali. Fino a che nel 1933 la ritroviamo anziana a Gottinga che ripercorre la propria vita, insieme al giovane germanista Ernst Pfeiffer...

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Girato tra il 12 maggio e il 23 giugno del 2015, il film ha toccato anche zone ben note del nostro paese, quelle del Trentino-Alto Adige. Ma - per necessità, scelta e contesto - era inevitabile che le location principali fossero quelle austriache e tedesche. Di Vienna, come accennato, e poi della Bassa Sassonia, nel land del Baden-Württemberg della città circondariale di Ludwigsburg e in quella di Potsdam, importante centro nella regione metropolitana Berlino/Brandeburgo subito fuori dalla Capitale, verso sud-ovest.



La sfida principale è stata quella di girare un film storico, con un budget di poco più di 2 milioni di euro, mantenendolo vivo e bello, rendendo giustizia "a questa vita, che si è svolta in maniera così brillante in luoghi così diversi", come dice la regista. Che aggiunte: "Di solito le riprese si fanno nei luoghi del presente, ritoccando tutto ciò che è moderno e sostituendolo con il matte painting. Poiché avevamo molti luoghi per le riprese, Berlino, la Bassa Sassonia, il Baden-Wu?rttemberg, Vienna e l’Alto Adige, sarebbe diventato troppo costoso".

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Un percorso 'a ritroso' quello del particolarissimo biopic, che parte da Gottinga. Dove, per altro, le riprese nella casa in cui Lou trascorse i suoi ultimi anni, sono state le più statiche e le uniche prive dell'attenzione posta nella saturazione del colore nel resto della realizzazione. Una scelta stilistica fedele all'intenzione di conservare il più possibile una autenticità di fondo: "Quello che volevamo fare era dare a Lou von Salomé una vicinanza e un’immediatezza moderne solo attraverso la fotografia, spiega il direttore della fotografia Matthias Schellenberg, che ha puntato sui movimenti di macchina e su una luminosità ricca di colore piuttosto che sui classici toni seppia di queste rappresentazioni storiche per conferirgli una insolita leggerezza. - In questo modo il film ottiene una naturalezza libera che lo rende particolare… Un'atmosfera in cui ci si sente bene".
 
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