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Da Trento all'Alpe di Siusi, in attesa della befana Cortellesi

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la befana vien di notte Aggiornato il 29 Dicembre 2018
di mattia pasquini
L'attrice romana ci porta sui monti dell'Alto Adige… e sul più vicino e non meno glaciale Terminillo.

Non è molta la distanza che divide le province di Trento e di Bolzano, tra le più frequentate dal nostro cinema negli ultimi anni (grazie anche alla costante attività della Trentino Film Commission e della IDM Sudtirol Alto Adige) e che di recente abbiamo ammirato nel thriller Il testimone invisibile di Stefano Mordini. Ma se in quella occasione l'azione si era concentrata principalmente nella zona di Levico Terme, Pergine e Roveda per filmare lo splendido Glacier Hotel Grawand di Maso Corto ci si era spinti più a nord, molto più vicini alle zone sfruttate da La Befana vien di notte di Michele Soavi, nella quale troviamo Paola Cortellesi come protagonista.

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È lei la Paola maestra di scuola elementare con un piccolo segreto da nascondere: bella e giovane di giorno, di notte si trasforma nell’eterna e leggendaria Befana! A ridosso dell’Epifania, viene rapita da un misterioso produttore di giocattoli. Il suo nome è Mr. Johnny e ha un conto da saldare con Paola che, il 6 Gennaio di vent’anni prima, gli ha inavvertitamente rovinato l’infanzia... Sei compagni di classe assistono al rapimento e dopo aver scoperto la doppia identità della loro maestra decidono di affrontare, a bordo delle loro biciclette, una straordinaria avventura che li cambierà per sempre. Tra magia, sorprese e risate, riusciranno a salvare la Befana?

Nel rendere credibile la situazione è stato fondamentale il lavoro della altoatesina Debora Scaperrotta, che ha identificato una serie di location dove, tra gennaio e febbraio 2018, ha preso vita il film. In primis creando il contesto in cui tutti i protagonisti si muovono, il paesino ai piedi dell'Alpe di Siusi creato mescolando vicoli, sentieri e la piazza di Castelrotto ad alcune abitazioni di Caldaro (le case di Giacomo ed Emilia, mentre per la la casa dei gemelli si è usato il castelletto del conte Stix Konstantin a S. Antonio di Caldaro), Merano (le case di Ivan e Sveva) e Siusi allo Sciliar dove due case private di vacanza sono diventate, una la villetta del personaggio di Giovanni Rovasio, gli interni dell'altra le case di Giuseppe e Leo.

Ph. Universal Pictures e Lucky Red

La sede del Centro culturale cattolico di Caldaro, costruito in stile liberty nel 1911 su progetto degli architetti Ludwig di Monaco - con il suo ingresso a tre arcate su cui si ergono come guardiani due torrioni dal tetto a punta - ha fornito gli esterni della scuola in cui insegna la bizzarra maestra-Befana. Che invece vive nella splendida magione in stile medievale del comune di Appiano nota come il Castelletto del Lago di Monticolo (anche se per gli interni si è approfittato dell'ospitalità del pittore Luigi Picelli che ha aperto le porte di casa sua, la Villa Weiss nel centro storico di Merano).

Nel bosco di Monticolo - dove si aggirerebbe un leggendario "uomo selvaggio" - sono state riprese le scene relative alla casa di Igor, la cosiddetta Capanna del cervo (Hirschutte); ben più tranquille di quelle che han portato troupe e bambini tutti sull'Altopiano dolomitico dell'Alpe di Siusi (per la corsa della bicinave, proprio nel giorno di una sferzante tempesta di neve) o allo strapiombo del bosco Vernurio di Rifiano, in Val Passiria (Anche se per alcune riprese aggiuntive si è saliti sul Terminillo, a 100 km da Roma, o al piano rialzato del museo MACRO della Capitale). Per gli appassionati del genere, e per chi volesse visitare l'inquietante cimitero abbandonato nel quale si ritrovano i nostri eroi, una delusione: in questo caso, infatti, la location è stata ricostruita a Fiè allo Sciliar, nel parcheggio normalmente utilizzato da turisti ed escursionisti che intraprendono l’escursione che passa tra bosco, prati e masi per raggiungere i laghetti di Fiè, a 1056 metri di altitudine.