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Matera: il terreno argilloso che rende speciale il grano

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Murge Aggiornato il 20 Novembre 2014
di alessia laudati 
Grazie alla composizione argillosa del terreno e alla complicità del clima, il cuore della Murgia è particolarmente adatto alla coltivazione delle antiche varianti del frumento duro.

Nel cuore della Murgia c’è un luogo appena celebrato dall’Unione Europea, dove la natura, ha la sincerità di mostrare il proprio ventre selvaggio alla luce del sole. Matera, eletta Capitale Europea della Cultura per il 2019, definita un tempo “vergogna” del Sud Italia, sta oggi vivendo un vero e proprio momento di riscoperta delle caratteristiche morfologiche e peculiari della propria storia, che la rendono un gioiello dispettoso e ispido nel territorio lussureggiante della Lucania.  Tra i prodotti iconici della regione, un posto d’onore lo occupa il cosiddetto pane di Matera. Il prodotto dalla forma irregolare e dal colore bruno non è però un pane qualunque. All’interno, lievitano infatti quattro ecotipi di grani locali, il cui impiego al 20% della semola totale, è reso necessario dal disciplinare del marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta). Cappelli, Duro Lucano, Capeiti, Appulo sono le quattro varianti del grano duro locale che pagano il proprio tributo di gusto alla particolare caratteristica del territorio locale. 

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  La provincia di Matera, grazie alla composizione argillosa del terreno, alla piovosità media di 350 mm annui e al clima mite, temperature medie tra i 5 e i 24 gradi centigradi, è particolarmente adatta alla coltivazione delle antiche varianti del frumento duro. In particolare, come avviene per il grano di variante Duro Lucano, la zona di coltivazione si estende nella parte nord-occidentale del potentino e intorno alle colline materane.

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Nello specifico, la variante Cappelli, così chiamata in onore del Senatore Cappelli, promotore della riforma agraria novecentesca che sottolineò la qualità del grano duro rispetto a quello tenero, è un frumento dalle caratteristiche particolari. Le sue spighe sono alte più di un metro e ottanta con culmi forti, semipieni e alti 150 cm, e una fragilità dovuta al pericolo del vento forte e una qualità che gli esperti testimoniano come superiore ad altri tipi di farine.

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Tuttavia, la prova migliore per valutare la leggerezza e qualità dei grani materani rimane quella dell’assaggio. Oggi per gustare il prodotto ultimo della biodiversità locale ci si può recare nella città dei Sassi e tuffarsi nei negozi profumati di uno dei quattro panifici storici della città; Forno a Legna, Panificio Cifarelli, Fratelli De Palo e Panificio Perrone Gennaro per testare da sé il risultato della fusione tra natura e cultura.