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Lucciole d’Italia, dove vederle e come salvarle

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Lucciole  Aggiornato il 16 Luglio 2015
di alessia laudati
Hanno bisogno di umidità e silenzio per brillare in climi naturali protetti dall’inquinamento urbano. In Italia sono presenti in molte aree naturali protette

Sentinelle luminescenti che da sole possono rappresentare un chiaro indice naturale del benessere ambientale. Sono loro, le lucciole, esserini volanti e appartenenti alla famiglia delle Coleotteri Lampiridi, che dietro una morfologia estetica non proprio accattivante, nascondono la capacità di emettere luce propria e apparire così come piccole sorprese nel buio della notte. In Italia, esse sono presenti in molte aree naturali protette, come presso il Bosco di San Francesco ad Assisi, o la riserva naturale di Vincheto di Celarda in provincia di Belluno.  Eppure, questi animali volanti, sono allo stesso tempo il simbolo di un miracolo e la testimonianza viva di una costante fragilità. Come certifica il Corpo Forestale Italiano, che per l’estate 2015 ha avviato un’iniziativa dedicata alla conoscenza degli habitat naturali delle lucciole, esse hanno attraversato a partire dagli anni ‘60, un progressivo declino numerico in molte parti del globo. Le lucciole in Europa sono sempre meno, e l’Inghilterra porta il triste scettro di paese con minor presenza del coleottero luminescente.  Un dato, quest’ultimo, che risulta essere strettamente legato ai cambiamenti ambientali e che riporta l’attenzione della società civile e scientifica sugli aspetti legati alla biodiversità come insieme di caratteristiche necessarie ad alcune specie per nascere, crescere e vivere in condizioni di sicurezza. E allora qual è la storia affascinante della genesi delle lucciole e quali sono le minacce che interessano questo insetto protagonista di un immaginario così fortemente magico e romantico?

La risposta è antica e narra di condizioni naturali specifiche, sempre più minacciate dalla frenetica vita urbana. Le lucciole hanno infatti bisogno di climi umidi per depositare le larve future e soprattutto di ambienti non inquinati. Alcuni fattori di urbanizzazione come l’aumento delle superfici cementificate, l’utilizzo di pesticidi su scala massiccia e l’inquinamento luminoso, hanno costretto gli esemplari volanti a scomparire progressivamente e che rende necessario un intervento più deciso nella salvaguardia di tale minuscolo microcosmo dal fascino simbolico e straniante.