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Tre arazzi per il futuro museo di Firenze

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L’Acqua  Aggiornato il 02 Maggio 2017
di maurizio amore
A Palazzo Pitti esposti 3 arazzi della collezione fiorentina che conta 950 esemplari

In attesa dell’apertura del museo che sarà interamente dedicato alla collezione fiorentina di arazzi appartenente alle Gallerie degli Uffizi, fino al prossimo 21 maggio sarà possibile ammirare nella Sala Bianca di Palazzo Pitti tre dei novecentocinquanta esemplari che compongono la collezione. Gli arazzi, esempi della manifattura medicea, di quella fiamminga di Bruxelles e di quella francese dei Gobelins, sono stati selezionati per rappresentare i tre nuclei portanti della collezione. La mostra costituisce un richiamo a un articolato e ampio patrimonio di opere che sapeva unire alla monumentalità decorativa il pregio di una tecnica tanto preziosa quanto fragile.   PERCHE' ANDARE L'esposizione si apre con la “Caccia al cinghiale con l’archibugio”, uno degli splendidi arazzi appartenente alla serie delle Cacce realizzata per la Villa di Poggio a Caiano. Il duca Cosimo I de’ Medici aveva destinato l’imponente serie delle Cacce a venti stanze della superba villa, fatta costruire da Lorenzo il Magnifico su progetto di Giuliano da Sangallo. Fu tessuta dal 1566 al 1577 dagli arazzieri fiorentini Giovanni Sconditi e Benedetto Squilli su cartoni del pittore di Bruges Giovanni Stradano. Il secondo arazzo di manifattura fiamminga raffigura “Adamo ed Eva” rimproverati da Dio dopo il peccato e appartiene alla serie delle Storie della Creazione, composta da sette esemplari. Il terzo arazzo, raffigurante “L’Acqua” fa parte della prima edizione dei Quattro Elementi, con cui si inaugurò l’attività della Manifattura reale dei Gobelins, creata nel 1662 da Jean-Baptiste Colbert, che ne aveva affidato la direzione artistica a Charles Le Brun. La serie, già in lavorazione dal 1664, fu donata nell’agosto 1669 da Luigi XIV al futuro granduca di Toscana Cosimo III, in visita a Parigi. DA NON PERDERE La mostra è l'occasione ideale per poter ammirare mirabili esempi di raffinata arte tessile che per   motivi conservativi possono essere esposti solo per singoli pezzi o piccoli nuclei e per periodi limitati, corrispondendo a una buona pratica d’uso storico che prevedeva il dispiegamento degli arazzi per stagioni circoscritte e specifiche occasioni, alternato al loro ricovero negli spazi destinati a magazzino dalla Guardaroba Granducale.  Questo è ciò che accade ancora oggi e nella fase apparentemente silente e di assenza le opere sono in realtà oggetto di monitoraggio, manutenzione programmata a rotazione e restauro, operazione complesse e impegnative, anche da un punto di vista economico, effettuate con la collaborazione di maestranze specializzate per competenza e attrezzature.  Tre arazzi per il futuro museoFino al 21 maggio 2017Luogo: Sala Bianca, Palazzo Pitti, FirenzeInfo: 055.290383  CONSIGLI PER IL WEEKEND I PIU' BEI MONUMENTI ITALIANI DA VISITARE