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Esposte a Firenze le opere rubate a Castelvecchio

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Andrea Mantegna  Aggiornato il 29 Gennaio 2017
di maurizio amore
In mostra agli Uffizi due dei dipinti trafugati e rientrati dall'Ucraina lo scorso 22 dicembre

Sono visibili fino al  14 febbraio prossimo nell'Aula Magliabechiana delle Gallerie degli Uffizi due dei  diciassette dipinti trafugati dal Museo di Castelvecchio nel novembre 2015 e rimpatriati dall’Ucraina lo scorso 22 dicembre. Si tratta di Andrea Mantegna, "Sacra Famiglia con una Santa" e Giovanni Francesco Caroto, "Ritratto di giovane con disegno infantile", che saranno esposti nell'ambito delle mostra “La tutela tricolore. I custodi dell'identità culturale. Le opere trovano collocazione molto appropriata nell’esposizione degli Uffizi in quanto testimonianze del felice epilogo di un attacco grave subito dal nostro patrimonio, risolto grazie alle nostre forze di polizia e in particolare dei nostri Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale. Perchè andareIl “Fanciullo con disegno” di Giovan Francesco Caroto, pittore veronese, allievo di Liberale da Verona, vissuto in Veneto fra la fine del Quattrocento e la metà del Cinquecento è databile al 1523. Il pittore, trasferendosi a Mantova, aveva subito l’influenza di Andrea Mantegna al quale spetta la piccola “Sacra Famiglia con una Santa” considerata un'opera tarda del grande pittore padovano, che a Verona eseguì nel 1499 uno dei suo capolavori giovanili, il trittico dell'altare maggiore della basilica di San Zeno. Della composizione delle quattro figure, di grande energia e monumentalità, recenti analisi radiografiche hanno rivelato un disegno preparatorio a punta d'argento di straordinaria qualità, riferibile ufficialmente al maestro. La Vergine con gli occhi abbassati è molto in linea con la tipologia mantegnesca così come il Bambino robusto, che sta in piedi sulle sue ginocchia. Da non perdereRicordiamo che i due dipinti recuperati trovano spazio nella sezione “La globalizzazione del crimine” della mostra che vuole stimolare nel pubblico la riflessione sul ruolo che l’arte pubblica riveste per la collettività non solo narrando gli avvenimenti storici che hanno coinvolto e troppo spesso ferito il nostro patrimonio culturale dalla Seconda Guerra mondiale ai nostri giorni, ma anche le azioni legislative e istituzionali che hanno il compito di proteggerlo e custodirlo per le future generazioni. La tutela tricolore. I custodi dell'identità culturaleFino al 14 febbraio 2017Luogo:Aula Magliabechiana delle Gallerie degli Uffizi, FirenzeInfo: 055-23885Sito: www.uffizi.beniculturali.it CONSIGLI PER IL WEEKEND I PIU’ BEI MONUMENTI ITALIANI DA VISITARE