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Iran, una nuova stagione archeologica per la "città bruciata"

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Shahr-e Sukhteh, città bruciata Aggiornato il 26 Novembre 2019
di salvo cagnazzo
La diciottesima stagione archeologica nel sito preistorico di Shahr-e Sukhteh è in collaborazione con l'Università del Salento, per una durata di 35 giorni

PERCHE' SE NE PARLAUna nuova stagione archeologica per Shahr-e Sukhteh, la famosa Città Bruciata iraniana, nella provincia del Sistan-Baluchestan. "La diciottesima stagione archeologica nel sito preistorico di Shahr-e Sukhteh è in collaborazione con l'Università del Salento, e ha una durata di 35 giorni", ha spiegato l'archeologo iraniano Seyyed Mansour Seyyed Sajadi. Poi aggiunge: "Questo lavoro di scavo si svolge in una ex zona residenziale del sito, risalente a 5.000 anni fa." L'esperto ha poi spiegato che gli scavi si concentreranno su studi di zoologia, botanica e antropologia, "che potrebbero fornire molte informazioni su animali, piantagioni e vita umana nella Città Bruciata". PERCHE’ ANDARCI Shahr-e Sukhte, o "Città Bruciata, è un sito archeologico risalente all'Età del Bronzo. Si trova in Iran, nella sua parte sud orientale, poco lontano dai confini con Pakistan e Afghanistan. Si tratta di un insediamento urbano attribuibile alla Cultura Jiroft, nella provincia del Sistan e Baluchistan. Il sito, Patrimonio Unesco sin dal 2014, si estende per un'area pari a 151 ettari e rappresenta una delle più antiche e ampie città del mondo. L'insediamento si è sviluppato intorno al 3200 a.C. e ha subito nel corso della sua storia almeno tre incendi, prima del completo abbandono del 1800 a.C.  DA NON PERDERE Le operazioni preliminari di scavo cominciarono nel 1960 per il merito di un gruppo archeologico italiano. La qualità e la quantità dei reperti scoperti, nel corso degli ultimi anni, dimostrano che questo sito dell’età del bronzo sia il più importante centro sociologico, politico, economico, commerciale, artigianale, amministrativo e culturale del III e II millennio a. C. di tutta la zona del Medio Oriente.  PERCHE’ NON ANDARCI A partire dal 15 novembre 2019, giorno in cui il Governo iraniano ha annunciato la revisione al rialzo del prezzo della benzina, sono in corso proteste in diverse zone dell'Iran, inclusa la capitale Teheran. A seguito di tali proteste le Autorità locali, a partire dal tardo pomeriggio del 16 novembre 2019, hanno sospeso in tutto il Paese i collegamenti internet su rete telefonica mobile, nonché le connessioni wi-fi garantite dai principali provider. COSA NON COMPRARE Preziosi calici in vetro e teiere colorate, tappeti bellissimi ma ingombranti e copricapo e vestiti fatti artigianalmente. Di roba bella e ben fatta qui ce n'è tanta, ma non è facile da trasportare.