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Cornovaglia, nuove incisioni per il "castello di Artù"

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 castello di Tintagel, cornovaglia Aggiornato il 26 Giugno 2018
di salvo cagnazzo
Secondo la tradizione nel castello di Tintagel, nel nord di questa regione, fu concepito il leggendario sovrano

PERCHE' SE NE PARLA Nel castello di Tintagel, nel nord della Cornovaglia, dove secondo la tradizione fu concepito Re Artù, è stato portato alla luce un davanzale in ardesia del VII secolo con incise parole latine, greche e celtiche. Scoperta che dimostra quanto questo posto, durante il primo Medioevo, fosse una importante comunità portuale commerciale e multiculturale.
Sull'iscrizione sono presenti nomi romani e celtici, tra cui Tito e Budic, ma anche parole latine come fili (figlio) e viri duo (due uomini). Nonostante quel tipo di materiale si deteriori facilmente, è rimasto quasi integro. Ma a stupire soprattutto c'è l'attenzione dello scriba nei confronti delle tecniche di scrittura. Nel 1998 ci era pervenuta un'altra incisione, stavolta su masso. Tra le parole qui presenti, il nome Artognou, da qui il nome inesatto di "pietra di Artù". Ma gli archeologi non sono concordi con questa associazione al leggendario sovrano. 
PERCHE’ ANDARCI Il castello di Tintagel, che in italiano significa "forte della costrizione", è un castello medievale dell'omonima cittadina del nord della Cornovaglia, di cui oggi rimangono solo rovine. Alcuni ritrovamenti confermano la sua occupazione già in epoca romano-britannica, mentre in età altomedievale fu una delle residenze del sovrano della Dumnonia. Alcuni scavi realizzati durante gli anni Trenta, XX secolo, hanno portato alla luce importanti tracce di un importante insediamento del tardo periodo romano. 
DA NON PERDERE Il castello è stato per molto tempo associato alle leggende arturiane. Tale connessione iniziò con l’Historia Regum Britanniae' di Goffredo di Monmouth nel XII secolo, che indicò Tintagel come luogo del concepimento di Artù. Goffredo racconta infatti la storia secondo Uther Pendragon, con l'aiuto di Merlino, assume le sembianze del duca di Cornovaglia, Gorlois, giacendo così con sua moglie Igraine, e concependo così Artù. 
PERCHE’ NON ANDARCI Se siete spinti a visitare questo sito per tale fine leggendario, sappiate comunque che queste dicerie non trovano riscontro nella realtà. E' stato appurato, infatti, che l'edificio dove sarebbe nato o vissuto Re Artù è sorto evidentemente vari secoli dopo. Sul luogo, invece, pare sorgesse in origine un monastero del VI-IX secolo, un'altra fortezza o ancora un insediamento commerciale del VI secolo.
COSA NON COMPRARE Tra i souvenir più buoni da trovare in Cornovaglia c'è il suo famoso sidro, soprattutto di mele. Ma anche birra e vino. Peccato per i limiti imposti per i liquidi dalle compagnie aeree. Belle anche le riproduzioni di gnomi ed elfi. Tremendi, ahimé, i cuscini con la mappa di questa regione.