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150 anni dal "buco" delle Alpi

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150 anni dal buco d'Europa Aggiornato il 19 Marzo 2014
di francesco salvatore cagnazzo
LUOGO DEL GIORNO - Il Vallese gode di una lunga tradizione turistica, che l'ha resa una rinomata destinazione turistica sia estiva che invernale...

PERCHE’ SE NE PARLA Il Traforo del Gran San Bernardo, tra la Svizzera e l’Italia, il Vallese e la Valle d’Aosta, celebra quest’anno il suo 50° anniversario. Aperto al traffico il 19 marzo 1964, fu il primo traforo stradale attraverso la barriera delle Alpi. Per celebrare questa ricorrenza, mercoledì 19 marzo  presso la Sala de la Fraternité di Liddes nel Vallese sarà organizzata una conferenza stampa che vedrà la proiezione del video “Il collegamento Europeo attraverso le montagne più alte d’Europa”.

PERCHE’ ANDARCI Il traforo attraversa la catena alpina al di sotto dell'omonimo valico, posto sul confine italo-svizzero, a circa 2.500 m di quota. Gli imbocchi sono situati nei comuni di Bourg-Saint-Pierre (1.918 m) in Svizzera e Saint-Rhémy-en-Bosses (1.875 m) in Italia. Il nome del passo si deve a San Bernardo di Mentone, che fondò un ospizio come rifugio per i pellegrini, in territorio svizzero, nell'XI secolo.

DA NON PERDERE Il Vallese gode di una lunga tradizione turistica, che l'ha resa una rinomata destinazione turistica sia estiva che invernale. Il Vallese possiede più di 120 destinazioni turistiche interessanti, tra cui la Valle di Goms, Aletsch, ossia il più grande e lungo ghiacciaio d'Europa, e Briga e dintorni.

PERCHE’ NON ANDARCI Destinazione adatta agli amanti del wellness, della natura e della montagna. Se preferite città e mondanità, meglio puntare ad altre destinazioni.

COSA NON COMPRARE Il mercato della gadgetistica è un po’ arretrato: meglio puntare ai classici prodotti dell’enogastronomia, come la raclette, la saporita carne secca e il pane di segale. Il tutto accompagnato da vini eccellenti di vitigni come il Cornalin, Petite Arvine, Amigne o Heida