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Sorrento: Vallone dei Mulini, la magia dell'abbandono

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Vallone dei Mulini  Aggiornato il 06 Giugno 2017
di giulia mattioli
Una profonda gola con un mulino abbandonato diventa spettacolo della natura

Il luoghi abbandonati esercitano da sempre un grande fascino nelle persone. La decadenza, la rovina di un edificio che un tempo era vivo, vissuto, possono dare i brividi, e trasformare una vecchia villa in una casa infestata dai fantasmi, un albergo abbandonato in un luogo spaventoso, un vecchio castello in una dimora spettrale. Oppure, come nel caso del Vallone dei Mulini, in uno dei luoghi più belli e inaspettati da fotografare. Dove la natura si è riappropriata del suo spazio, creando un vero e proprio spettacolo naturale. All’interno di un centro abitato.

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 Il Vallone dei Mulini si trova in Campania, a Sorrento, e, sebbene non sia la ragione principale per cui i visitatori si recano nella rinomata località, è senza dubbio uno dei luoghi più fotografati della cittadina. Questo posto prende il nome dalla presenza di un mulino che un tempo era impiegato per la macinazione del grano, ma è il suo abbandono e il modo in cui la natura lo ha riavvolto tra le sue propaggini a renderlo speciale. Un incredibile colpo d’occhio si presenta al visitatore che, arrivando a piedi da una strada cittadina, si ritrova a guardare questo baratro la cui gola è ‘abitata’ da edifici abbandonati ricoperti di vegetazione. 

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 Sorrento era un tempo solcata da tre valli, unite in diverse epoche da ponti e ricolmate per esigenze urbanistiche e logistiche. Il Vallone dei Mulini era una stretta e profonda gola, scavata da un torrente. Un mulino dunque, e una annessa segheria, erano il cuore pulsante di questa valle, realizzati nel 1600. In funzione fino alla seconda metà del 1800, gli edifici vennero abbandonati quando parte della valle venne ricolmata, nuove piazze, strade e ponti furono costruiti, cambiando la viabilità cittadina. Da allora il luogo è rimasto chiuso, in fondo a questa gola all’interno della città, dove un particolare microclima – umido e ombroso – ha permesso alle specie vegetali di diventare rigogliose e ammantare i vecchi edifici. Oggi chi si ferma a Sorrento, anche solo di passaggio, viene qui ad osservare questo particolarissimo scorcio.