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A Pesaro la musica d'autore è in mostra

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Lucio Dalla e Francesco De Gregori Aggiornato il 18 Agosto 2020
di maurizio amore
Nel capoluogo marchigiano si raccontano le grandi trasformazioni politiche e sociali dell'Italia attraverso il cantautorato

Dalla, Mina, Morandi, ma anche De Gregori, De Andrè e Guccini. La musica d’autore è ospite di Pesaro Città Creativa Unesco della Musica, grazie alla grande iniziativa “NOI. Non erano solo canzonette".. Il progetto espositivo vuole far rivivere trent’anni della nostra storia attraverso musica e immagini che diventano strumento di esplorazione e interpretazione delle grandi trasformazioni politiche e sociali fra il 1958 e il 1982. Venticinque anni rivoluzionari sotto tutti gli aspetti, sociali, etici ed economici del nostro Paese, raccontati attraverso la Musica, che ha saputo parlarne il linguaggio, descriverne i fatti, respirarne il clima e restituirne le emozioni. 

Ph. ©Luigi Angelucci

NOI. Non erano solo canzonette, allestimento – ©Luigi Angelucci Per scoprire l'opera di Raffaello nelle Marche clicca qui PALAZZO MOSCA Il percorso prende avvio da Palazzo Mosca con le sezioni: “Volare” penso che un sogno così non ritorni mai più, “Il Treno del sole” come è bella la città come è viva la città, “Il Boom” il mutare del profilo delle città e delle campagne, “Carosello” l’avvento del consumismo, “Abbronzatissimi” la conquista del tempo libero e delle vacanze di massa, “L’Esercito del Surf” i giovani quale nuovo soggetto sociale e “Pensiero Stupendo” con il lungo cammino dell’emancipazione femminile. La fruizione musicale in mostra è a più livelli: dall’audio diffuso nelle varie sale, alle opere ascoltabili singolarmente grazie alle più recenti tecnologie, agli speaker direzionali per i filmati d’epoca. I 100 brani scelti, utilizzando un criterio di massima inclusività, da Peppino di Capri a Francesco Guccini, da Patty Pravo a Fabrizio De André, sono in grado di trasmettere, anche a chi non c’era, il senso profondo di quella musica e di quegli anni.

Ph. ©Luigi Angelucci

NOI. Non erano solo canzonette, allestimento – ©Luigi Angelucci MUSEO NAZIONALE ROSSINI Il percorso prosegue al Museo Nazionale Rossini con le sezioni: “C’era un ragazzo che come me” le rivendicazioni sociali e i movimenti studenteschi, “Contessa” lotte operaie, “La locomotiva” il terrorismo, “Musica ribelle” le radio libere, “La febbre del sabato sera le discoteche, “Splendido Splendente” il riflusso che darà inizio agli edonistici anni ’80 ed infine “il Mundial” la notte che ci cambiò per sempre. Il repertorio iconografico, a corredo della mostra, proviene in parte dagli inestimabili archivi Publifoto IntesaSanpaolo e in parte dall’archivio storico de il Resto del Carlino, le cui immagini, destinate ai quotidiani, ai rotocalchi e ai settimanali illustrati dell’epoca, restituiscono lo sguardo del fotoreporter di cronaca e la sua grande abilità di rappresentare in modo acuto, profondo e preciso le molteplici realtà italiane.

Ph. ©Gigi Scatton A3 Contrasto

 

Ph. ©Renzo Chiesa

Mina al Teatro Lirico Milano, 1968 ©Renzo Chiesa Per scoprire il Rinascimento umbratile clicca qui