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A Rovigo un museo dedicato ai Grandi Fiumi

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Fiume Adige Aggiornato il 31 Dicembre 2018
di giulia mattioli
Un particolare allestimento racconta la storia di un legame imprescindibile

Ci sono città che con i loro fiumi hanno un rapporto speciale, viscerale. Come fossero le vene in cui scorre il sangue di un organismo che può vivere solo grazie a questa commistione. Suo malgrado, a volte. Un territorio fortemente legato ai corsi d’acqua che lo circondano e attraversano è il Polesine, la provincia di Rovigo geograficamente limitata dai più lunghi fiumi d’Italia, il Po a sud, che si tuffa nel mare formando il meraviglioso Delta, e l’Adige a nord. E attraversata da decine di canali e fiumi minori. Proprio a Rovigo ha sede un museo che omaggia questi ‘giganti d’acqua’: il Museo dei Grandi Fiumi.

Il museo si trova all’interno del suggestivo ex monastero Olivetano di San Bartolomeo, e racconta la storia dell’evoluzione delle comunità locali, strettamente connessa alla presenza dei corsi d’acqua. Un museo etnografico, che parte dall’età del bronzo per arrivare al diciottesimo secolo. Il percorso espositivo è particoalre, perché si compone di allestimenti e scenografie che riproducono scene di vita quotidiana, diorami, plastici, installazioni multimediali. Inoltre, sono esposti diversi reperti archeologici trovati in Polesine in 5 diversi periodi storici.

L’Età del Bronzo è testimoniata dai resti dell’insediamento di Canàr di Castelnovo Bariano, un villaggio di palafitte. Il villaggio di Larda di Gavello, e le necropoli di Frattesina. L’Età del Ferro è caratterizzata dai primi insediamenti etruschi nella zona. C’è poi l’Età Romana, e quindi il Medioevo, epoca nella quale Rovigo prese forma con le fortificazioni ancora visibili. Infine, il Rinascimento, durante il quale la città ebbe il suo momento di grande splendore artistico e architettonico. Un percorso interessante e particolare, che grazie al suo allestimento diventa un’occasione anche per i più piccoli di imparare la storia locale, divertendosi.