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Imperia, viaggio nella storia dell'olivo

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Frantoio antico Aggiornato il 23 Aprile 2017
di f. g. 
Il Museo dell'Olivo dei Fratelli Carli riporta indietro nel tempo di 7000 anni.

Nella sede storica di Imperia Oneglia i Fratelli Carli hanno dato via ad una delle principali aziende olearie della Riviera. Sin dal 1911 l’olio Carli è uno dei prodotti di punta in Liguria: l’azienda produce e distribuisce olio per corrispondenza a cui si aggiungono anche conserve alimentari della tradizione e tipicità della gastronomia mediterranea. E raggiunge oltre 1 milione di clienti in diversi paesi del mondo. Nel 1992 è stato inaugurato il Museo dell’Olivo, che illustra la storia dell’olivo in tutte le sue sfaccettature e contribuisce a renderne fruibili i segreti ad un elevato numero di visitatori. Non è un caso che si sia aggiudicato nel 1993 la "Menzione speciale Museo dell’anno”: visitarlo significa infatti intraprendere un viaggio in 7000 anni di storia, da Oriente ad Occidente.

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Dalla realtà oleicola locale e di altre regioni italiane alla scoperta dell'olivo, già sacro ad Atena e ancora simbolo della Pasqua. Il museo è situato in un palazzo in stile liberty, edificato negli anni Venti del secolo scorso per essere utilizzato come sede dell’azienda e ancora adesso inglobato nel complesso dello stabilimento oleario. L’esposizione raccoglie i materiali radunati dalla famiglia Carli in quasi un secolo di ricerche a partire da un primitivo nucleo di utensili per l'illuminazione e l'alimentazione, formato da preziosi lumi a olio ed oliere in argento. Il percorso è suddiviso in dodici sezioni che ripercorrono la storia dell'ulivo nel bacino Mediterraneo, considerato nei suoi aspetti mitici, simbolici, storici, economici, botanici, colturali, tecnologici, commerciali.

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Si possono ammirare documenti, reperti archeologici, misure e sistemi di peso, attrezzi e impianti visti nella loro evoluzione tecnica. L’allestimento integra i reperti con ricostruzioni d'ambiente e approfondisce il tema da un punto di vista interdisciplinare: è quindi legato agli usi dei prodotti derivati come quelli alimentari, medicinali, cosmetici ed artistici. Tra i pezzi forti la suggestiva ricostruzione di un frantoio a trazione animale e la stiva di una nave romana con il suo carico di anfore olearie. Nel giardino del museo, fra alberi di olivo secolari, presse e giare provenienti da vari paesi offrono una panoramica dei sistemi di produzione e di conservazione dell'olio nell'area del Mediterraneo. Anche un tratto di terrazzamento è stato ricostruito all’interno del Museo per mostrare come è stato possibile rendere coltivabili le valli liguri ed impiantarvi gli olivi.