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Belchite: la città fantasma della Spagna

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guerra civile spagnola Aggiornato il 11 Maggio 2012
di guglielmo maggioni
A Belchite, luogo di una violenta battaglia della Guerra di Spagna, tutto è stato lasciato come allora: macerie e rovine per non dimenticare

Un vero e proprio museo a cielo aperto degli orrori della guerra civile. Questa è Belchite, una piccola cittadina spagnola a una trentina di chilometri da Saragozza che fu teatro, nell'agosto del 1937, di una cruenta battaglia tra fascisti e repubblicani che culminò nella sua distruzione e in un immenso massacro. I corrispondenti di guerra raccontano che, alla fine, l'odore dei cadaveri in decomposizione sotto il rovente sole dell'agosto spagnolo fosse insopportabile. Al punto che lo stesso Hemingway, arrivato a combattimenti conclusi da poco, non si tolse la maschera antigas per tutto il tempo in cui si fermò.

E ancora oggi si possono vedere i muri degli edifici crivellati dalle pallottole o quel che rimane della vecchia chiesa. La città fu infatti ricostruita a poca distanza, ma si decise di lasciare inalterate le rovine e le macerie causate dai violenti scontri. I resti dell'antica cittadina e le sue macerie l'hanno quindi trasformata in una città fantasma, ma anche un immenso monumento e un monito a preservare la memoria di ciò che è stato.