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Rovigo, trovati i resti di un uomo crocifisso

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Polesine Aggiornato il 06 Giugno 2018
di giulia mattioli
In una località di campagna del Polesine, i secondi resti al mondo che testimoniano una crocifissione

PERCHE’ SE NE PARLALa scoperta è stata fatta diversi anni fa, ma solo oggi sono stati pubblicati i risultati degli studi eseguiti sui resti di un uomo trovati in provincia di Rovigo, in un’area di campagna limitrofa al paese di Gavello. Si tratta infatti di una persona che molto probabilmente è stata crocifissa, a giudicare dal foro sul tallone che gli esperti hanno esaminato a lungo. Il fatto più sorprendente è che si tratta solo del secondo caso al mondo di crocifissione testimoniata dai resti ritrovati. Questo tipo di esecuzione, di solito riservata agli schiavi, lasciava infatti traumi ossei e lesioni che difficilmente hanno permesso di arrivare ai giorni nostri. O semplicemente hanno reso impossibile verificarla con certezza, anche se all’epoca dei Romani si trattava di una tortura praticata con frequenza, stando alle fonti storiche. 
 PERCHE’ ANDARELa zona del ritrovamento è un’area agricola immersa del Polesine, la regione geografica sulla quale si estende la provincia di Rovigo e alla quale appartiene parzialmente il Parco del Delta del Po, condiviso con la più famosa provincia di Ferrara. E’ proprio la poca notorietà di queste valli a renderle particolarmente pittoresche. Area un tempo paludosa e affacciata sul mare, oggi dista pochi chilometri dall’Adriatico e dalla cittadina di Adria che gli dà il nome (la cui storia si fonda sulla civiltà Etrusca), che vista la posizione strategica è stata abitata sin dalla preistoria. Eppure oggi non si può certo dire densamente popolata.
 DA NON PERDERELa campagna circostante Gavello e tutta la provincia di Rovigo è un susseguirsi di aree coltivate, fiumi, canali, golene, lagune. Specialmente quando ci si avvicina alla meravigliosa area del Delta del Po, dove la flora e la fauna (in particolare l’aviofauna) diventano uniche in Italia. Uno scenario che pochi immaginano esistere nel nostro Paese, ingiustamente trascurato dal turismo. Ma forse è proprio per questo che rimane così autentico. In alcune stagioni dell’anno (primavera) le lagune del delta si tingono del rosa di migliaia di fenicotteri.
 PERCHE’ NON ANDARENon c’è una grande ricezione turistica, il clima nei mesi caldi è piuttosto opprimente, le zanzare sono le più accanite che abbiate mai incontrato.  
 COSA NON COMPRAREGavello non permette grandi affari dal punto di vista dello shopping, e anche avvicinandosi al delta del Po vi garantiamo che i souvenir sono merce rara. Dovete spingervi ad Adria per trovarne qualcuno.