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Sicilia, tutto il sapore dell'"addauru" 

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Alloro Aggiornato il 29 Gennaio 2018
di a.c. (nexta)
Ingrediente PAT ideale per la preparazione del liquore tipico siciliano "Allorino". La ricetta

Spiedini di carne, agnello, zuppe e anche liquori. L’aroma dell’alloro siciliano si sprigiona in molte ricette tipiche dell’isola. Un ingrediente utilizzato sin dall’epoca dei Greci e che rimane una delle erbe più caratteristiche della cucina siciliana. Tanto da diventare prodotto agroalimentare tradizionale. LA TRADIZIONE L'alloro è una pianta aromatica molto diffusa in Sicilia. Appartiene alla famiglia delle Lauraceae e si presenta come un arbusto di varie dimensioni. Si tratta di un albero che potrebbe raggiungere anche i 10 metri di altezza. E' una pianta perenne, il fusto è eretto e la corteccia verde nerastra. Le foglie sono di colore verde scuro, coriacee e lucide nella parte superiore. Il loro profumo è intenso e caratteristico. Da sempre i siciliani ne hanno fatto un ingrediente fondamentale per ricette. LA DENOMINAZIONE L'alloro è inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf) come prodotto tipico siciliano LE CARATTERISTICHE Albero di media grandezza, sempre-verde, con foglie coriacee, fiori poco appariscenti, frutti drupacei, aromatico. L’alloro è un pianta spontanea delle regioni mediterranee, sempreverde e coltivata ovunque come pianta ornamentale e come siepe. Le foglie hanno proprietà aromatiche, digestive, stimolanti e antisettiche. Le foglie contengono un aroma che stimola l’appetito e che produce gli enzimi della digestione. Nota anche la sua azione lenitiva contro tosse e bronchiti. Leggi anche: I MONUMENTI PIU’ GUSTOSI DEI CAPOLUOGHI ITALIANI LA PRODUZIONE Le foglie vengono raccolte manualmente. Si procede poi all’essiccazione all’ombra. Vengono poi conservate in sacchetti di carta o di plastica per uso alimentare. LA CULTURA In provincia di Messina, a Capizzi, la notte tra l’1 e il 2 settembre si celebra l’alloro. La pianta ha un ruolo rituale e simbolico. A Forza d’Agrò, il lunedì di Pasqua si assiste alla benedizione dell’alloro. A Tortorici e a Ficarra, la processione dell’alloro si tiene a gennaio. Tutta la Sicilia celebra l’alloro nel corso dell’anno. Le feste sono ricollegate alla simbologia della pianta con l’Albero Cosmico: l’albero dell’eroe solare che vince le tenebre e purifica. Già greci e romani consideravano l’alloro una pianta sacra; e ancora oggi l’isola ne apprezza le virtù energetiche e rigeneratrici. IN CUCINA Si utilizzano le foglie fresche o essiccate. Aggiunte nei piatti a lunga cottura le foglie d’alloro rilasciano tutto il loro aroma. Si possono aggiungere foglie di alloro agli stufati di carne o pesce, alle zuppe, alle marinate e ai sughi per la pasta. Si abbina bene con: fagioli, selvaggina, lenticchie, patate, risotto, crostacei, minestre e pomodori. Le foglio d’alloro sono perfette per insaporire anche la besciamella o per la preparazione di infusi e distillati. Vanno però eliminate dal piatto dopo la preparazione. PRODOTTI TIPICI E RICETTE DAL GUSTO ITALIANO LA RICETTA Allorino: liquore all’alloro. Ingredienti: 20 foglie di alloro fresco, 500 ml di alcool puro, 800 ml di acqua, 400 gr di zucchero. Pulire le foglie di alloro con uno strofinaccio asciutto, metterle in un barattolo a chiusura ermetica e ricoprirle con l'alcool. Conservare il luogo fresco (non in frigo) per almeno 1 settimana (a questo punto l'alcool avrà il colore dell'alloro). Togliere le foglie dall'alcool, riscaldare appena l'acqua e sciogliervi lo zucchero; fare raffreddare bene e aggiungere l'alcool. Mescolare bene e versare il liquore di alloro in una bottiglia. Conservare in frigo e servire freddo. (siciliainfesta.com) TUTTE LE RICETTE REGIONALI Altre ricetteCjarsons di PiedimStuzzichini al prosciutto crudo di ModenaBagnetto verde IL TERRITORIO Lacrime laviche, piane calcaree battute dal vento, lande assolate colore del bronzo:ognuna delle isole orna il litorale siciliano come un filo di perle orna il collo di una bella donna. Sono quattordici le figlie della Sicilia - l'isola più grande del Mediterraneo - per non parlare di Mozia che a volte la bassa marea unisce alla costa di Marsala. Quattordici paradisi d'incontaminata bellezza. VISITA LA SICILIA: VAI ALLA GUIDA Leggi anche:Erice, inno siciliano all’amore e alla feconditàTerremoto del Belice, mezzo secolo di memoria in SiciliaSushiciliano, la Sicilia profuma d’Oriente (Stile.it)Crema al pistacchio, sapore grezzo di Sicilia (Stile.it)