Roma, la "capitale del gusto" in 5 itinerari golosi
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di eleonora autilio
PECORINO ROMANO DOPSpesso consumato, nel territorio della provincia di Roma, in accompagnamento alle fave, il suo impiego principale è quello da grattugia su molti piatti della cucina dell'Italia centro-meridionale. Il tipo fresco si sposa con vini come il Velletri Rosso ed il Cesanese del Piglio, quello stagionato si abbina a vini come il Brunello di Montalcino, Carignano del Sulcis Rosso e Velletri Rosso.Vai all'itinerario
BUCATINI ALL'AMATRICIANADirettamente da Amatrice, i bucatini all'Amatriciana sono stati “adottati” ormai da tempo dalla cucina romana, diventando uno dei piatti più apprezzati e richiesti nei locali di tutta la Città Eterna, tanto dai turisti, quanto dai cittadini.Vai all'itinerario
MARITOZZI ROMANII Romani li considerano, solitamente, una dolcissima tappa, spesso notturna, di una divertente serata in compagnia o una gustosa merenda tutta panna e golosità. Ma i Maritozzi nella tradizione locale rappresentano molto di più. Sono, infatti, una ricetta antichissima le cui origini risalgono all'epoca romana, quando venivano preparate delle pagnotte a base di miele ed uva passa. Vai all'itinerario
PIZZA SBATTUTA ROMANAContrariamente a quanto il nome potrebbe suggerire, la Pizza Sbattuta è un buon dolce morbidissimo e simile al pan di spagna che per molte famiglie rappresenta un elemento imprescindibile della colazione pasquale tanto quanto le uova con la sorpresa. Il termine “pizza”, infatti, nella tradizione romana non indica solamente preparazioni salate ma anche gustose ricette dolci come questa che si presenta come una torta molto alta preparata senza lievito.Vai all'itinerario
PANGIALLO ROMANONon sono bastati millenni di storia a far estinguere, nel Lazio e soprattutto a Roma, la tradizione del Pangiallo. Risale, infatti, all'antica Roma la ricetta originaria del dolce che oggi celebra il Natale romano. Durante l'era imperiale era usanza preparare e distribuire questi dolci dal colore doratoin occasione della festa del solstizio d'inverno come rito propiziatorio per il ritorno del sole. Vai all'itinerario