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Umbria: la chiesa di Fuksas a Foligno tra polemiche e avanguardia

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Chiesa di Fuksas Aggiornato il 17 Novembre 2016
di giulia mattioli
Un grande parallelepipedo in cemento firmato Fuksas come luogo di culto. L’estetica contemporanea come tema di rinascita, ma anche di polemica 

Diciamoci la verità: ha molti detrattori. Eppure, messo da parte il giudizio estetico, è un simbolo di rinascita come pochi in Italia. Parliamo della Chiesa di San Paolo Apostolo realizzata dallo studio Fuksas a Foligno, edificata nel 2009 laddove sorgeva un accampamento di container, installati per la popolazione dopo il devastante terremoto umbro-marchigiano del 1997. Togliere i container dal piazzale e far risorgere quel luogo ad uso dei cittadini: dal punto di vista simbolico è un importante atto di rinascita. 

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Foto di I,Sailko, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org
 La chiesa si staglia con una forte presenza scenica sul piazzale rialzato: si tratta infatti di un grande parallelepipedo, in cemento armato, la cui parte inferiore è costituita da una vetrata con gli ingressi. Al suo interno, un altro parallelepipedo in cemento alleggerito, questa volta cavo, incombe verticalmente sulla sala dove sono disposte le panche di fronte al pulpito. Tra un parallelepipedo e l’altro, grandi raccordi in calcestruzzo. Lungo le altissime pareti, fenditure dalla forma irregolare lasciano penetrare la luce naturale, mentre lunghi lampadari creano un effetto suggestivo. La si potrebbe definire una chiesa minimale, contemporanea, forse fredda, di quella freddezza tipica dei grandi musei

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Foto di I,Sailko, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org
 L’edificio è stato commissionato dalla CEI, tramite concorso, che ha scelto il progetto di Massimiliano e Doriana Fuksas per la modernità e l’innovazione di respiro internazionale che simboleggia. Un luogo di culto massiccio, imponente, scenografico - anche grazie agli squarci di luce all’interno. L’effetto di spoglia sobrietà, seppur nel volume monumentale, lo rende un luogo spirituale. Tuttavia non manca chi lo ha criticato aspramente. I volumi geometrici, il cemento spoglio, male si adattano, secondo i detrattori, alla ‘sacralità’ del luogo. Altra critica molto comune riguarda l’impatto con l’area circostante: la chisa di San Paolo Apostolo non si integra con il paesaggio umbro. Non ultima, è nata una polemica un paio d’anni fa sull’impossibilità di scaldare a dovere l’edificio, con tanto di ‘fuga dei fedeli causa gelo’. Critiche che Fuksas e l’impresa che si è occupata dell’impianto di riscaldamento a pavimento hanno rispedito al mittente, affermando che l’edificio è progettato in modo assolutamente adeguato e conforme alle norme, che invece si tratta di un problema di gestione delle risorse. 
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