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Sicilia, le atmosfere frizzanti di Taormina

Celebre in tutto il mondo come destinazione d'élite, nella bella città siciliana non c'è solo il Teatro Greco

Centro storico
©iStockphoto
Centro di Taormina
Bisognerebbe tornare all’Ottocento per capire fino in fondo l’importanza di Taormina, una delle perle siciliane assolutamente da non perdere. E’ durante quel periodo, infatti, che la fama della cittadina ha iniziato a varcare i confini nazionali, diventando una delle mete più conosciute in Italia, frequentate dal visitatori di rango europei e statunitensi. Le vie, le piazze, i negozi, i locali e la spettacolarità dei suoi scorci panoramici ancora oggi riescono ad elettrizzare chiunque si rechi a scoprirne i tesori. Ricca è anche la sua storia, che ha visto avvicendarsi greci, bizantini, romani, normanni prima di essere eletta a luogo di villeggiatura che ha visto una notevole espansione soprattutto nel XX secolo, quando vennero costruite nuove arterie di collegamento verso la costa e verso quella che oggi è Castelmola. Corso Umberto I, che da Porta Messina arriva a Porta Catania, si trova sul tracciato di quella che era un’antica strada consolare romana: qui si affacciano l’ex chiesa di Sant’Agostino, in cima ad una gradinata, e Palazzo Ciampoli, con le sue forme gotico-catalane. Sempre dal corso partono i più affascinanti e significativi nuclei storici, come la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, della seconda metà del Seicento, che ha preso posto dell’antico Odeon romano, sulla sinistra di Palazzo Corvaja, una splendida villa gentilizia con una torre cubica realizzata dagli arabi, alla quale vennero aggiunte l’ala laterale sinistra e la scala che dal pittoresco cortile porta al primo piano, oltre all’ala laterale destra destinata ad ospitare le assemblee del Parlamento siciliano. Scopri di più su Palazzo Corvaja 



La Cattedrale di San Nicola appare più come una fortezza, essendo stata costruita interamente con grossi blocchi di pietra e completata da merlature lungo tutto il perimetro: si presenta con la facciata impreziosita da un grande rosone realizzato con pietra di Siracusa di pregevole fattura e altri due rosoni sulle facciate di est e di ovest della chiesa. Il seicentesco portale maggiore, sulla facciata principale, ha due colonne scanalate in stile corinzio che poggiano su alte basi e sopra l'architrave c'è un frontone spezzato. Una sfida potrebbe essere quella di riconoscere le undici figure scolpite su ogni lato degli stipiti che rappresentano diversi personaggi: ci sono San Paolo (le chiavi), san Pietro (la spada della Fede) il re Davide (la cetra), i quattro evangelisti nei loro caratteristici simboli: il Leone (san Marco), l’Aquila (san Giovanni), il Toro (Luca) e l’Angelo (Matteo). Le due figure in alto sono San Nicola, il santo titolare della chiesa e san Pancrazio, il santo patrono della città. All’interno la cattedrale di Taormina presenta una struttura a croce latina con tre navate e tre absidi, tipica struttura delle architetture medievali. In fondo, nelle tre absidi, si apre in quella centrale l’altare e nelle due laterali le due cappelle. A sinistra, la cappella del Sacramento in stile barocco; a destra, la cappella della Madonna delle Grazie, ricostruita nel 1747 con motivi inizialmente arabi e successivamente modificati in gotici. Il Duomo di Taormina custodisce opere d’arte di grande pregio risalenti al periodo bizantino, rinascimentale e barocco. Una delle più interessanti è il Polittico di Antonello de Saliba, opera del 1504 eseguita dal nipote Antonello da Messina. All’esterno del Duomo si trova una bellissima fontana realizzata intorno al 1635: le quattro colonnine agli angoli del corpo centrale sono sormontate da cavallucci marini dalla cui bocca sgorgava l’acqua; al centro della vasca principale, un piedistallo sorregge una donna centauro incoronata che tiene tra le mani uno scettro e un globo.



Di epoca romana sono le Numachie, strutture di sostegno che proteggono una cisterna dell’acqua, mentre all’epoca normanna risale il Palazzo dei Duchi di Santo Stefano, con i fregi di derivazione musulmane. Ci sono poi la Chiesa di San Pancrazio, un piccolo edificio ecclesiastico fuori perora dove si ammirano i resti di un piccolo tempio greco; Palazzo Badia Vecchia, dall’aspetto di un torrione merlato, che ospita il Museo archeologico; il Castello Arabo Normanno, che sorge dove una volta si trovava l’acropoli e Piazza IX aprile, una terrazza che offre un’altrettanto splendida vista panoramica.  La Villa comunale è una piacevole oasi di tranquillità nel centro cittadino: sono i giardini pubblici intitolati al duca di Cesaró, un parco organizzato come un tipico giardino all’inglese e riempito di una grande varietà di fiori e piante provenienti da tutto il mondo ma anche di singolari edifici dal gusto esotico, come la caratteristica “The Beehives”, un fantasioso padiglione che ricorda un alveare.



Ma il fiore all’occhiello cittadino è senza dubbio il grandioso Teatro Greco, magnifica testimonianza della Sicilia Antica. E’ il monumento più famoso di Taormina nonché il secondo teatro più grande dell’isola dopo quello di Siracusa. Venne edificato dai greci nel III secolo a. C. sullo scenografico promontorio, quale spettacolare ambientazione per le loro rappresentazioni drammatiche e musicali. Nel corso del II secolo d. C fu modificato e ampliato dai romani che trasformarono la scena e l’orchestra in un’arena dove avevano luogo i combattimenti tra i gladiatori e gli spettacoli di caccia. Dall’alto della capiente cavea, la gradinata scavata nella roccia che seguendo la naturale concavità della collina, parte dal basso e sale fino alla sommità, si gode un magnifico panorama della costa calabra e della costa ionica siciliana con anche l’Etna sullo sfondo. A rendere davvero speciale il teatro greco di Taormina è anche la peretta acustica e non è un caso che continua ad ospitare eventi come concerti e manifestazioni culturali tra cui Taormina Arte, il festival internazionale delle arti.

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