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Marche, nel borgo di Gradara non solo Paolo e Francesca

Oltre alla tragica storia dei due celebri amanti immortalati da Dante, il borgo marchigiano offre diverse attrattive

Panorama di Gradara
©iStockphoto
Gradara panorama
Le Marche sono costellate da meravigliosi borghi che vale la pena scoprire, alcuni dei quali con una fama che varca i confini regionali: è il caso di Gradara, in provincia di Pesaro Urbino, legato indissolubilmente alla tragica storia d’amore di Paolo e Francesca resa celebre dai versi immortali di Dante Alighieri, che ha raccontato la storia dei due sfortunati amanti nel V canto dell’Inferno. La cittadina inserita nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia merita di essere presa in considerazione per una bella sosta anche al di là del noto Castello, uno dei più visitati d’Italia. Passeggiare tra le sue strade significa girovagare tra le botteghe degli artigiani, tra le case case molto curate con balconi fioriti e per chi vuole fare un tuffo a ritroso nel tempo nella storia medievale ecco che vale la pena visitare il Museo Storico, con un percorso che porta, oltre nel cuore della storia cittadina, anche nelle grotte, un intreccio di vie segrete che da oltre 1500 anni custodiscono segreti. All’interno, infatti, si trova una collezione unica di oggetti antichi e documenti storici  che portano il visitatore a rivivere i momenti salienti della storia della città. In aggiunta a questo il museo si propone con una mostra di presepi la cui esposizione di opere di artigiani miniaturisti sono una vera e propria chicca. Le attrazioni di tipo religioso non mancano: interessanti sono le chiese, come quella di San Giovanni che si trova presso l’ingresso del castello, sulla destra. Si tratta di una piccola che attira soprattutto per la presenza della scultura lignea del Quattrocento che rappresenta un Cristo crocifisso, molto suggestivo e realistico. Ad esso è legato una particolarità, cioè che guardando il suo volto da diverse angolazioni sembra che cambi espressione. La Chiesa del Santissimo Sacramento, del Cinquecento ma riedificata due secoli dopo, si trova vicino alla torre dell’orologio: qui vi si possono ammirare una pala d’altare attribuita al pittore urbinate Cimatori, un raro organo a mantice recentemente restaurato e le spoglie di San Clemente, martire del II secolo.



Un tocco davvero magico lo offre quella che è conosciuta come Passeggiata degli Innamorati, ma non serve essere per forza in compagnia della dolce metà per percorrerne i suggestivi vicoli e le vie da ammirare in ogni angolo. Lungo il percorso si incontra il “Monte delle Bugie” che attraversa la parte opposta del paese, in mezzo ad un bosco: da qui si può ammirare un panorama mozzafiato, che abbraccia tutto il territorio da Gabicce fino a Cesenatico. Sempre in tema naturalistico da non perdere anche una sosta al Giardino degli Ulivi, in Via dei Cappuccini, con i suoi affascinanti ulivi secolari che sono oggetto di studi. Se il protagonista assoluto di Gradara è il Castello che si annuncia al visitatore già da lontano con la sua imponenza, anche le mura che difendono il borgo fortificato, con un camminamento di ronda che ne segue l’intero perimetro esterno, non sono da meno: lunghe circa 800 metri, resistono dal Medioevo e possono essere percorse per circa 400 metri con una splendida vista sul borgo e sul territorio circostante. Nell’angolo occidentale, come rinforzo alla struttura, c’è un grandioso bastione a pianta poligonale, conosciuto come la Rocchetta, e si può ancora ammirare la Porta dell’Orologio. L’altra cinta muraria, quella interna che si incontra entrati nel borgo, porta alla scalata verso la Rocca.



Il Castello di Gradara è una delle fortificazioni meglio conservate d’Italia. Venne costruito nel 1182 e tra i suoi proprietari ha visto succedersi i Malatesta e gli Sforza, lo Stato Pontificio e la famiglia Zanvettori. Un ponte levatoio permette l’accesso al Castello e dal cortile si inizia la visita attraverso gli ambienti perfettamente conservati, anche se in gran parte ricostruiti negli Anni Venti del Novecento. Tra piano terra e primo piano si susseguono la Sala della tortura, quella del Mastio, della Passione, il Camerino di Lucrezia Borgia, la Cappella. E’ qui che si trova la zona più visitata, ovvero la Camera di Francesca, dove sono presenti tutti i dettagli raccontati da Dante e Boccaccio, dal libro “galeotto” alle sedie dove erano seduti i due amanti fino alla botola da cui Paolo tentò di fuggire. E’ qui, infatti, che la leggenda ci porta alla storia che da secoli appassiona gli animi romantici. Francesca da Polenta era moglie di Giovanni Malatesta, detto “Gianciotto lo sciancato” e gli era stata data in moglie come premio per l’appoggio di quest’ultimo nella guerra dei Polenta per il dominio su Ravenna. Giovanni, come si evince dal nome, non era certo di aspetto piacevole ma aveva un fratello piuttosto affascinante, di nome Paolo, podestà di Firenze. Un giorno, mentre Paolo e Francesca leggevano la storia d’amore di Lancillotto e Ginevra, si scambiarono un bacio, e vennero traditi da un servo che riferì tutto a Gianciotto. Fu cosi che ebbe luogo la scena tanto infelice, in cui Paolo tentò di scappare da una botola nel pavimento ma senza riuscircii, cosicchè per i due amanti ci fu il tragico epilogo in quanto vennero uccisi entrambi. A loro si sono ispirati non solo Dante e Boccaccio, ma anche D’Annunzio, William Blake, August Rodin e molti altri artisti. 



Chi ama la storia, e non solo quella medievale, potrebbe spingersi a circa 10 minuti di auto da Gradara, tra le invitanti colline marchigiane in direzione Tavullia, dove si trova quella che è conosciuta come la Linea Gotica, ovvero un monumento a quella che, durante la Seconda Guerra Mondiale, passava proprio in questa zona tagliando l’Italia in orizzontale formato due parti immaginarie, quella a sud liberata dagli alleati e quella a nord ancora occupata da nazisti. Ci sono anche diversi musei che rievocano questo episodio, considerando che fu il punto in cui gli alleati canadesi sfondarono lei linee tedesche: accanto alla storia è la natura ad offrire panorami che lasciano senza fiato. Ma non solo per la rocca, le pittoresche strade, gli scorci romantici, i celebri amanti e i panorami circostanti che rendono Gradara giustamente famosa. Anche le prelibatezze del palato giocano un ruolo importante, cosi come gli ottimi vini marchigiani. I piatti, a base di carne e verdure genuine sono infatti accompagnati dal Sangiovese DOC, ma anche da olio extravergine di oliva, che risulta essere di grande qualità. Uno dei piatti tipici sono i tagliolini con la bomba, pasta fresca preparata con ingredienti poveri come cipolla, olio caldo e lardo. Abbondano poi i funghi, i formaggi, le carni di razza marchigiana, il prosciutto, salame e la crescia, una specie di piadina. 

 
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