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Sant'Ambrogio e i tesori della Val di Susa

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Avigliana lago piccolo Aggiornato il 20 Settembre 2013
di nexta
Il borgo torinese patria delle famose paste di meliga, è solo un tassello del mosaico dei tesori di una valle che si estende per 150 chilometri lungo il 45° parallelo

Con la Sacra di San Michele che seduce la vista ad ogni angolo e il sapore di melighe e vino Ippocampo al retrogusto di cardamomo sul palato, Sant'Ambrogio di Torino fa gli onori di casa tra passato e innovazione futura. Il monumento simbolo di questo scambio tra vecchio e nuovo è il Castello. CONTINUA A LEGGERE

Sant'Ambrogio di Torino può essere un ideale punto di passaggio e di sosta per chi volesse raggiungere la Sacra con la lentezza di un cammino, seguendo la via di un'antica mulattiera selciata che, tornante dopo tornante, tra fitti boschi di riverelle, frassini, robinie, castagni e rocce serpentinitiche, conduce direttamente ai piedi del Monte Pirchiriano al cospetto della Sacra e in compagnia di camosci che con molta probabilità faranno capolino dal momento che si trova proprio qui una delle più estese colonie di camosci dell'intera regione. Un itinerario la cui ispirazione spirituale è scandita dalle stazioni della Via Crucis ivi disseminate e che, in base al proprio grado di allenamento, può richiedere dall'ora e mezza alle tre ore. CONTINUA A LEGGERE

Il borgo, facilmente raggiungibile da Torino, è la patria dei tipici dolci piemontesi: le paste di meliga.  La tradizione vuole che tali paste venissero preparate in ottobre utilizzando la prima farina di mais appena macinata. Il termine Meliga deriva infatti da “melia” o “meria” con le quali i contadini piemontesi indicano tuttora il granoturco. La farina di meliga è l’ingrediente caratterizzante di questi ricchi e gustosi biscotti casalinghi, di forma tonda, quadrata o a bastoncino. CONTINUA A LEGGERE

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