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Pistoia cosa vedere e cosa fare

Pistoia tra arte, storia, tradizione e natura

E' una città che riesce a meravigliare con il suo fascino inaspettato anche perché non persa d'assalto dal turismo di massa.

Veduta dall'alto
©iStockphoto
Veduta di Pistoia
Non tutti si soffermano a pensare di visitare Pistoia, a poco più di 40 chilometri da Firenze. Eppure la città toscana, che nel 2017 è stata Capitale Italiana della Cultura, vanta un’antica fondazione ed è capace di stupire anche il turista più esigente per quel che riguarda l’arte, la cultura e le tradizioni. E’ stata spesso esaltata da poeti e scrittori che ne hanno ammirato l’indiscusso fascino, coniando anche termini come “città di pietra incantata” o “città dalle larghe strade e dalle belle chiese”, definizioni che calzano a pennello. La sua origine romana si evince anche dalle tre antiche cerchie murarie, ma è tra il XII e il XIII secolo che la città acquista la completa autonomia comunale e vive il suo massimo splendore: a questo periodo, infatti, appartengono i maggiori monumenti del centro storico. Ad incominciare da quelli di Piazza del Duomo, una delle più belle della Toscana e a detta di molti anche d’Italia, circondata com’è da splendidi edifici che la incorniciano. La Cattedrale è dedicata a San Zeno e deriva da una ricostruzione del 1100 e da altri rimaneggiamenti successivi che ne hanno modificato soprattutto la facciata, mentre all’interno custodisce diverse e pregevoli tesori artistici come un prezioso altare d’argento. Per scoprire qualcosa di più sulla Cattedrale di San Zeno seguiamo questo itinerario



Di fronte alla chiesa venne edificato il battistero ottagonale con il tipico rivestimento di marmo a bande orizzontali bianche e verdi. A completare la cornice della piazza il Palazzo dei Vescovi, il Palazzo Comunale che ospita il Museo Civico e il Palazzo Pretorio. Tipiche sono le case torri come quella della Catilina, che rimangono a testimoniare l’importanza delle famiglie più importanti della città durante il Medioevo.  A partire dal XIV secolo vennero edificati numerosi palazzi signorili, come il Palazzo Panciatichi o del Bali e il più tardo Palazzo Rospigliosi. La chiesa di San Giovanni fuori civitas è stata eretta su un precedente edificio altomedievale ubicato fiori all’originario perimetro murario: il particolare che non deve sfuggire al visitatore più attento è sulla fiancata settentrionale, dove sull’architrave è visibile la raffigurazione dell’Ultima Cena, opera del Gruamonte. Accanto alla chiesa si trova l’ex oratorio di Sant’Antonio Abate, però sconsacrato ed adibito infatti ad altri usi. Puoi scoprire di  più su San Giovanni fuori civitas guardando qui.



Particolarmente interessante è l’Ospedale del Ceppo, decorato con il fregio robbiano, un fregio policromo cinquecentesco dei della Robbia che, con le altre decorazioni, caratterizza tutto il fronte dell’edificio: si tratta di un’opera tra le più importanti nel suo genere sul territorio italiano e comprende stemmi, scene della vita di Maria, la rappresentazione delle sette opere di misericordia e le virtù. Altri monumenti da non perdere sono la pieve di Sant’Andrea, con lo splendido pulpito di Giovanni Pisano, la Chiesa del Tau, completamente decorata di bellissimi affreschi medievali, il complesso della chiesa di San Filippo Neri e la Biblioteca Fabroniana. Il convento di San Domenico si caratterizza invece per l’ampio spazio dei chiostri, mentre la chiesa di San Paolo si offre al visitatore con la facciata di architettura gotica e l’interno a navata unica con le quattro vetrate dell’artista pistoiese Umberto Buscioni. Nella gotica chiesa di San Francesco gli affreschi che decorano le pareti interne sono di scuola giottesca. Altra tappa particolarmente suggestiva di Pistoia è Piazza della Sala, punto di ritrovo per fare la spesa: qui intorno gravitano le vie che danno già l’idea di quello che doveva essere come Via del Cacio, Via dei Fabbri, Via degli Orafi. Al centro della piazza spicca il pozzo con il Leoncino, dove i venditori attingevano l’acqua, e accanto alla Sala c’è Piazza degli Ortaggi riservata alla vendita delle sole verdure, dove si ammira l’opera dell’artista pistoiese Roberto Barni intitolata il Giro del Sole e raffigurante tre ragazzi bendati, a grandezza naturale, che partono da uno stesso punto per andare in tre direzioni differenti, a rappresentare la gioventù che va incontro alla vita.



Uscendo dal centro della città si varca la più estrema delle cerchie murarie, la terza struttura di forma quadrilatera, ai cui vertici si aprivano le quattro porte che immettevano sulle principali direttive verso l’esterno. Oltrepassarla vuol dire scoprire la Pistoia che popola i colli che la circondano. E da qui partono diversi itinerari come quelli proposti dall’Ecomuseo della Montagna Pistoiese, che portano a scoprire angoli dall’incanto inaspettato come Orsigna, frazione di Pistoia che si situa nella valle attraversata dall’omonimo torrente. Il piccolo borgo è il luogo di passaggio per tutti gli escursionisti e venne scelto da Tiziano Terzani come suo rifugio: proprio al grande scrittore e filosofo è dedicato il Sentiero di Terzani, immerso nel silenzio e nei profumi della natura.  E se poi, al termine di una giornata dove storia, arte, cultura e natura hanno abbopndantemente appagato i sensi, non scordiamoci che i dintorni di Pistoia offrono la possibilità di godere anche di autentici momenti di benessere. A pochi chilometri, infatti, si trova Monsummano Terme, dove si può andare a scoprire l’Ottava meraviglia del mondo, ovvero Grotta Giusti, e Montecatini, il centro più importante della Valdinievole celebre in tutto il mondo per le sue stazioni termali. A questo proposito scopriamo di più su dove concedersi un po’ di sano relax in questa parte della Toscana. 



Trovandoci in Toscana non si può fare a meno di assaporare prodotti di eccellenza, quelli semplici e dai sapori forti che sono alla base della cucina tipica. Intorno a Pistoia trovano terreno e aria buona gli ulivi che danno un ottimo olio, i pascoli per le carni, gli orti per le verdure. Se i consueti antipasti annoverano bruschette, salame toscano e finocchiona, fegatini, tipico tra i primi pistoiesi è il carcerato, piatto che nasce nel carcere di Santa Caterina dove i reclusi usavano le carni di scarto del vicino macello per insaporire le loro misere pietanze che consistevano in un semplice pane raffermo cotto nel brodo di interiora di vitello e spezie. Molto simile è la concia, servita però come secondo, che veniva cucinata dalle fabbriche di pelli con quel che restavo della testa del vitello insieme a pane raffermo e odori. E ancora i maccheroni col sugo d’anatra e la farinata con le leghe, striscioline di farina di mais con cavolo nero. Per i più golosi ci sono poi il berlingozzo, il confetto di Pistoia, i brigidini di Lamporecchio e le prelibate al cacao della Chocolate Valley, tra Agliana e Monummano.

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