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Padiglione Zero: viaggio nella storia dell’umanità

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Pitture rupestri Aggiornato il 03 Marzo 2015
di giulia mattioli
Il percorso di EXPO 2015 si apre con il padiglione progettato da Michele De Lucchi sulla storia della civiltà e il suo legame con la Terra

Sarà l’ouverture di EXPO 2015, e in un certo senso un’intro alla civiltà stessa: il Padiglione Zero della grande esposizione universale sarà la prima tappa di un percorso che, partendo dall’origine dell’umanità, si inoltrerà sempre più nel mondo della nutrizione. Curato da Davide Rampello e progettato da Michele De Lucchi (architetto tra i protagonisti dei movimenti Alchimia e Memphis), il Padiglione Zero si addentra nella memoria dell’umanità, analizzando e illustrando il rapporto dell’uomo con la natura, il paesaggio, i rituali di consumo, sin dalla sua comparsa sulla Terra.

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Un viaggio dunque nella storia e nella capacità dell’uomo di relazionarsi alla natura, addomesticare gli animali, coltivare le piante, sviluppare strumenti di lavorazione e di conservazione; un percorso che termina ai giorni d’oggi, e non manca di sottolinearne le contraddizioni. Il percorso evidenzia come il generale sia inerente al singolo e viceversa, e come, in una visione agostiniana del tempo, il presente, il passato e il futuro coesistano.

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Dal punto di vista strutturale il Padiglione Zero riproduce un pezzo della crosta terrestre, racconta Michele De Lucchi “sollevata dal terreno e posta in una posizione di preminenza”. Viene riprodotto quindi il suolo terrestre, le montagne, le colline e una grande vallata centrale, per la cui riproduzione i Colli Euganei hanno fatto da riferimento diretto, in quanto a struttura ed efficacia rappresentativa. Le colline che si trovano tra Padova e Vicenza infatti sono di origine vulcanica, e le acque termali che affiorano tra Abano e Montegrotto testimoniano la presenza di movimenti magmatici a piccola profondità, ‘modelli’ per ricreare un paesaggio evocativo e d’effetto.

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Una sorta di viaggio al centro della Terra insomma, in cui il visitatore si addentrerà all’interno della crosta terrestre, scrutando grotte buie e esplorando valli. Sarà un’esperienza emotivamente coinvolgente e allo stesso tempo inusuale, dal momento che il legame col tema della nutrizione, dello sfruttamento e della salvaguardia del Pianeta si solito si legano al terreno, alle acque, all’aria, mentre dimentichiamo di considerare la componente forse più ancestrale, la crosta terrestre, quello che giace al di sotto.