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Montagnana cosa vedere

Montagnana, scoprire la Città Murata

E' una delle destinazioni più interessanti del Veneto, scopriamo il perchè

Scorcio delle mura
©iStockphoto
Veduta delle Mura di Montagnana
Adagiata tra i Colli Euganei, a pochi chilometri da Este, si trova la cittadina di Montagnana. Siamo in provincia di Padova, e il borgo spunta quasi come una visione nella distesa della pianura veneta. A colpire subito sono le possenti mura (nella foto sotto), che arrivano ad un'altezza di 8 metri, e le 24 torri di guardia. Montagnana, infatti, è conosciuta come la Città Murata, e proprio le sue mura, perfettamente conservate, sono tra le più affascinanti in Europa. Già in tempi antichi il borgo era noto per il suo Castelliere, una struttura che si ergeva su un terrapieno e una rudimentale recinzione che proteggeva le abitazioni costituenti il primo nucleo cittadino. Fu durante il periodo romano che la cinta muraria venne irrobustita, cosa che fecero anche gli Estensi che ne aumentarono la robustezza. Quelle che erano le mura originarie furono però distrutte nel 1242 dal Signore di Padova Ezzelino da Romano, che fece erigere il Castello di San Zeno a suggellare la sua vittoria.


                                                       Scorcio delle mura di Montagnana


Ammirare le mura e le porte
La passeggiata lungo la cinta muraria di Montagnana si sviluppa per circa 2 chilometri e permette di ammirare le mura del Trecento volute durante la signoria dei Carraresi di Padova. Vennero realizzate in trachite, mattoni e scaglie di calcare e da allora non sono mai state modificate. La porta di accesso più importante è Porta Padova, quella che attraversa il Castello di San Zeno, dominato dal mastio che tocca i 40 metri di altezza. Dopo aver svolto la sua funzione di difesa e dopo  decenni di abbandono, il Castello è stato recuperato ed adibito a sede per l’Ufficio Turistico, la biblioteca e l’archivio comunale oltre ad ospitare il Museo Civico Giacomelli (qui altre informazioni). Proseguendo verso destra e percorrendo le mura Nord si incrocia, vero metà, Porta Vicenza, che fu aperta nel 1500 per permettere un accesso più semplice al fiume Frassine. Si continua nella stessa direzione per incontrare la seconda porta storica, ovvero Porta Legnago con la Rocca degli Alberi (nella foto sotto), quest’ultima eretta tra il 1360 e il 1362 come gran parte delle mura grazie alla famiglia dei Carraresi. Successivamente si svolta per arrivare a Porta XX Settembre, da cui si gode il panorama sulle mura sud e la sagoma del campanile della Chiesa di San Francesco, una delle immagini più iconiche della cittadina. Costeggiando le mura all’interno, però, si incontrano gli scorci più pittoreschi. Si può scegliere tra due percorsi, il tratto di mura prima e dopo la Chiesa di San Francesco e le case colorate e addossate ai muri a destra e sinistra di Porta Vicenza.



Passeggiata per il centro 
A dominare il centro c’è il Duomo, affacciato su Piazza Vittorio Emanuele II, la principale di Montagnana. Dedicato a Santa Maria Assunta, si presenta con le sue linee tardo gotiche a cui si sono aggiunte le modifiche del tardo Rinascimento, e il suo interno è arricchito dalla Trasfigurazione di Paolo Veronese, dipinti di Giovanni Buonconsiglio del Cinquecento e diversi altri affreschi tra cui la Giuditta e il David che in molti sostengono sia di Giorgione. Una particolarità la si può notare se si ci trova in piazza a mezzogiorno: la posizione asimmetrica della cattedrale rispetto alla piazza segue in realtà la direzione dei punti cardinali e l’ombra appare sulla facciata partendo dalle due sfere poste sulle sulle colonne ai lati del portone. La facciata della chiesa, quindi, funge anche da meridiana. Sempre su Piazza Vittorio Emanuele II si trova anche Palazzo Valeri e, poco più lontano, c’è l’antico Monte di Pietà. In Via Matteotti si trova Palazzo Magnavin Foratti, in stile gotico veneziano, che con tutta probabilità era la ex residenza della moglie del condottiero Erasmo da Narni. Il Municipio sorge in Via Carrarese e venne realizzato nel 1532, mentre la tardo romanica Chiesa di San Francesco (nella foto di sotto), con l’annesso monastero delle clarisse, sorge a pochi metri dalle mura e al suo interno è conservato un notevole organo del celebre artigiano Callido del Settecento. 



La gastronomia tipica
Montagnana vanta un prosciutto crudo dolce eccellente, che non ha nulla da invidiare al Parma e al San Daniele anche se è molto meno conosciuto. A lui è dedicata la festa che si tiene ogni anno a maggio con degustazioni, eventi, spettacoli e appuntamenti culturali: l’occasione ideale per scoprire uno dei prodotti principe della gastronomia da degustare assieme agli altri prodotti della tradizione.  A questo proposito vieni a dare un’occhiata qui. In pochi sanno che, oltre ad essere protagonista di ogni aperitivo, si trova anche in formato “cono da passeggio” (basta andare nella storica Gastronomia Zanini). Per un altro spuntino veloce si deve assaggiare lo schizzotto o schissotto, una focaccia senza lievito che si sposa benissimo col crudo dolce e i formaggi locali. I piatti tipici sono quelli della cucina padovana, come bigoli (spaghetti grossi e ruvidi) e i tradizionalissimi risotti tra cui quelli con piselli, asparagi, o radicchio. Anche i secondi piatti seguono la linea della tradizione, specie con il bollito misto alla padovana, il prosciutto di petto d’oca, i salami, la soppressa, la salsiccia luganega e il cotechino.


                                                            Risotto al radicchio, piatto tipico
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