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In viaggio con Dante Alighieri

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Dante Alighieri Firenze Palazzo della Società Dantesca Aggiornato il 14 Marzo 2012
di marco arceri
Dal parco letterarrio nel Casentino a Trastevere, quartiere romano dove si trova la casa dove visse. I luoghi cari all'autore della (discussa) Divina Commedia.

La più grande opera letteraria della storia, secondo molti. Di sicuro poche altre hanno altrettanto valore: l'epica omerica, l'Eneide, il Gilgamesh mesopotamico, il Ramayana e il Mahabharata indiani. E' la Divina Commedia, affresco medievale ed epico antico quanto attuale, così come il suo autore. E la Toscana continua a rendere omaggio a Dante Alighieri, il figlio più celebre della terra dai morbidi colli e dalle campagne rigogliose.

Nel Casentino, comprensorio di più comuni in provincia di Arezzo, sorge il Parco Letterario Dante Alighieri, parco tematico sul poeta: la zona non è nuova ad iniziative su Dante. Seminari, mostre, celebrazioni: del resto Alighieri soggiornò per diverso tempo nella zona. Nato a Firenze nel 1265 e molto attivo nella vita politica della città, dopo due condanne nel 1302 fu costretto all'esilio.

Viaggiò a Roma (celebre meta turistica è la sua casa in zona Trastevere), nel Casentino, a Forlì, a Ravenna (dove morì nel 1321). Considerato il padre della lingua italiana, l'attualità di Dante non è solo prettamente culturale, ma anche - in un certo senso - politica. Un'associazione, la Gherush92, ha chiesto di togliere la Divina Commedia dai programmi scolastici. Un testo razzista, islamofobo e antisemita: questa l'interpretazione data dall'organizzazione no-profit che si occupa di progetti di sviluppo ed educazione. Una posizione che certo fa discutere. Non è solo una questione di natura filologica, e dunque pertinente per un cerchio ristretto di specialisti; la Divina Commedia è il testo base della lingua italiana, il primo tratto culturale unificante, e il problema è se sia o no interpretabile - e giudicabile - alla luce di categorie politiche moderne.

Di sicuro il poeta continua a essere studiato, ammirato, quasi venerato. Dal 31 marzo al 1 luglio la Fondazione Magnani Rocca di Mamiamo di Traversetolo (Parma) espone i lavori di alcuni celebri illustratori (il francese Gustave Doré e gli italiani Francesco Scaramuzza e Amos Nattini) sull'opera di Dante. Dall'inferno al paradiso, passando per il purgatorio: la mistica dantesca, i profondi e dotti rimandi biblici ed esoterici, interpretati dai tre artisti nella mostra "Divina Commedia. Le visioni di Doré, Scaramuzza e Nattini".

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