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Cento anni della Strada delle Gallerie del Pasubio

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Pasubio Aggiornato il 03 Marzo 2017
di daniela raspa
Dal 26 marzo al 24 settembre 2017, presso Palazzo Fogazzaro a Schio, una mostra celebra il centenario della Strada delle Gallerie del Pasubio

LA STRADA DELLE GALLERIE DEL PASUBIO

A fine gennaio del 1917 sul Pasubio c’erano metri e metri di neve. Nel pieno di uno degli inverni più freddi e nevosi del secolo, iniziavano a Bocchetta Campiglia i lavori di costruzione di una nuova strada mulattiera. Diventerà «la strada della Prima Armata», o anche, più semplicemente, la Strada delle Gallerie del Pasubio, un vero capolavoro di ingegneria militare.

A cento anni di distanza, una grande mostra allestita presso Palazzo Fogazzaro a Schio ne ripercorre la storia attraverso fotografie, racconti, documenti ed oggetti.

LA MOSTRA “LA STRADA DELLE GALLERI DEL PASUBIO”

Per celebrare il centenario, è stata organizzata una grande mostra che ripercorre la storia di questa strada-mito, con le sue 52 gallerie scavate sotto i pinnacoli e le creste del Pasubio. La strada, a differenza di altri manufatti della Grande Guerra, è ancora un luogo vivo, amato e vissuto ed infatti i documenti in esposizione testimoniano la sua grande storia, dall’epopea della sua costruzione fino ad oggi.

“La Strada delle Gallerie ha 100 anni”, curata da Claudio Rigon e promossa da Club Alpino Italiano Sezione di Schio, Comune di Schio e Unione Montana Pasubio-Alto Vicentino, aprirà i battenti il prossimo 26 marzo 2017 e resterà aperta fino al 24 settembre.

LE TAPPE DELLA STORIA DELLA STRADA

La mostra ripercorre, attraverso le fotografie fatte all’epoca ma anche a documenti e oggetti, tutte le tappe della storia della strada. È divisa in tre sezioni: ognuna ha un suo senso compiuto oltre che un suo specifico allestimento. La costruzione della strada è il tema della prima sezione; la seconda e la terza sezione raccontano il dopo, a partire da quando, appena finita la guerra, la strada cominciò a essere percorsa da chi saliva in visita al Pasubio e iniziò a diffondersi e ad affermarsi il suo mito.

La strada è divenuta nel tempo una strada speciale, «un cammino», con migliaia e migliaia di escursionisti che vengono ogni anno a percorrerla, e da ogni parte d’Europa. Non è mai stata infatti, forse nemmeno durante la guerra, solo una via di accesso, un itinerario per arrivare a un luogo. È sempre stata un luogo essa stessa, una di quelle strade che sono insieme percorso e meta. Un’esperienza, che racchiude in sé il suo significato.