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Aosta, memorie romane e impressionismo

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AUGUSTA PRÆTORIA Aggiornato il 21 Luglio 2020
di maurizio amore
Al Museo Archeologico Regionale non solo archeologia ma anche arte a cavallo fra XIX e XX secolo

Generalmente attraversata dai turisti del nord europa mentre si recano verso il sole del centro o del sud della penisola, la Valle d'Aosta, spesso snobbata anche per mancanza di tempo, nasconde nel suo territorio dei notevoli punti di interesse. A cominciare dall'esposizione che il Museo Archeologico Regionale di Aosta dedica all'Impressionismo tedesco, un progetto inedito frutto della collaborazione tra la Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Valle d’Aosta e il Landesmuseum di Hannover. Ed oltre ad essere famosa per i piaceri della tavola come la fontina, re dei formaggi alpini, il Teteun, il Donnas, le grolle e il Jambon de Bosses la città di Aosta offre un patrimonio culturale inaspettato. Per scoprire 5 itinerari culturali in Valle d'Aosta clicca qui AUGUSTA PRÆTORIA Con la sua piantina a scacchiera, i suoi bastioni, l'arco di Augusto, la sua porta pretoriana e i resti del teatro, l'antica Augusta Praetoria conserva le più belle tracce dell'Impero nelle Alpi. L'antico Decumano Massimo di circa un chilometro, incrocia ancora oggi il Cardo Massimo dove è possibile individuare l'area del foro romano. Così le  sale del MAR-Museo Archeologico Regionale presentano ai turisti le testimonianze significative della presenza dell’uomo nel territorio valdostano, dalla Preistoria al Medioevo con particolare attenzione all’epoca romana grazie agli allestimenti dedicati proprio all'antica Augusta Prætoria.

Ph. ©iStockphoto

  IL MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE  Situato a Piazza Roncas, il recente allestimento del Museo Archeologico Regionale  permette al visitatore di accedere ad un ampio percorso cronologico. La visita al museo comincia dalla sala del collezionismo dove sono esposte le tavolette sumere che il canonico Justin Boson direttore del Regio Museo Archeologico, aveva raccolto durante la sua attività di assiriologo. Di particolare interesse le formelle nord-africane che rivestivano i muri ed i soffitti delle basiliche paleocristiane prima di proseguire con l’epoca preistorica e protostorica. Nelle sale espositive è infatti possibile ammirare numerosi reperti provenienti dai primi insediamenti umani nel territorio valdostano e dalle stele antropomorfe rinvenute nell’area megalitica aostana di Saint-Martin-de-Corléans.  Le sale dedicate all’epoca romana comprendono non solo gli allestimenti su Augusta Prætoria, ma anche quelli dedicati ai riti funerari, all‘epigrafia, ai culti, all‘edilizia pubblica, alla dimensione domestica e alla cura della persona. Un plastico ricostruisce i principali monumenti della città di Aosta risalenti alla fase del I-II secolo d.C., mentre i reperti archeologici coprono un arco cronologico che va da Ottaviano Augusto (63-14 a.C.) a Romolo Augusto (459 circa - dopo il 511). Il percorso cronologico termina con uno spazio riservato al Cristianesimo e al Medioevo. In mostra oggetti risalenti all’epoca paleocristiana e al medioevo tra cui un ambone in marmo bianco, rinvenuto in due frammenti nella cattedrale aostana e risalente all’VIII sec. d.C., due speroni e una spada rinvenuti nella tomba di un cavaliere sepolto nella chiesa dei SS. Pietro e Orso di Aosta nel XIV sec. d.C. e poi ancora fibule, rosari e corredi funerari.

Ph. © Landesmuseum Hannover

Philipp Klein, Sulla spiaggia di Viareggio, 1906 - © Landesmuseum Hannover LA MOSTRA TEMPORANEA Curata da Thomas Andratschke e da Daria Jorioz la mostra Impressionismo Tedesco. Liebermann, Slevogt, Corinth dal Landesmuseum di Hannover, racconta la storia dell’evoluzione dell’Impressionismo tedesco attraverso una prestigiosa selezione di dipinti, opere grafiche e sculture, provenienti dal Landesmuseum di Hannover e per la maggior parte mai esposti al di fuori della Germania. L’esposizione dei capolavori di Liebermann, Slevogt e Corinth rappresenta un’occasione unica di indagine, studio e valorizzazione di importanti artisti, poco noti al pubblico italiano ma di grande interesse, tenuto conto del fatto che gli Impressionisti tedeschi hanno spesso ritratto la natura e i paesaggi italiani. Partendo dal rapporto con l’Impressionismo francese, la mostra si sviluppa in ordine cronologico su tre aree tematiche. Ricordiamo che in Germania le origini del movimento impressionista sono individuabili nella pittura realistica di paesaggio, la “realistische Freilichtmalerei” . Già a partire dal 1820 molti artisti abbandonano il chiuso dei loro atelier per dipingere la realtà en plein air, a stretto contatto con la natura.

Ph. © Landesmuseum Hannover

 IL PERCORSO ESPOSITIVO  La prima sezione della mostra analizza la tradizione realistica della pittura di paesaggio in Germania tra il 1828 e il 1890, presentando opere dei pionieri dell’Impressionismo tedesco, quali Carl Blechen, Franz Lenbach e Hans Thoma. Dal 1901 nell’ambito della Secessione di Berlino, Liebermann, Slevogt, Corinth decidono di sfidare apertamente la corrente accademica dominante, e diventano i maggiori rappresentanti dell’Impressionismo in Germania. Questo passaggio epocale viene presentato in mostra nella seconda sezione grazie ad una pregiata selezione di opere dei tre famosi artisti e degli altri paesaggisti tedeschi che aderiscono convintamente all’Impressionismo. La terza sezione mette in scena opere di Otto Modersohn, Hans am Ende ma anche dell’impressionista bavarese Max Feldbauer, Henrich von Zügel di Monaco di Baviera, Philipp Klein di Mannheim e lo scultore August Gaul.

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Max Slevogt, Il pittore a Capri, 1889 - © Landesmuseum Hannover