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101 posti da NON vedere prima di morire

E' già un tormentone letterario: è il libro di Catherine Price, blogger e free lance francese che ha girato il mondo e poi ha deciso di dire la sua: 101 trappole che il turista deve evitare.

Segnaletica stradale
E’ già un tormentone letterario: è il libro di Catherine Price, blogger e free lance francese che ha girato il mondo e poi ha deciso di dire la sua: 101 trappole che il turista deve evitare.

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Catherine Price racconta il mondo nel suo blog, è una scrittrice freelance francese che ama viaggiare e che da questa sua passione ha ricavato una lista che fa gola, divenuta già un tormentone letterario: i 101 posti da non vedere prima di morire (101 Places Not To See Before You Die). Ebbene sì, la risposta puntuale e perspicace alle tante classifiche in positivo che spopolano sul web negli ultimi tempi (vai alle TOP TEN). Tant’è.

Mettete da parte per un momento nella vostra fantasia grandi muraglie cinesi o palazzi di marmo bianco come il Taj Mahal, e ponetevi al cospetto (almeno mentalmente) di insignificanti opere o monumenti che, a detta della nostra viaggiatrice, sono stati sopravvalutati e non lasciano nulla di esaltante alla memoria del turista, anzi possono definirsi come vere e proprie trappole per il turista.

Premesso che tutto è relativo, anche i giudizi della Price, è comunque divertente sfogliare le pagine di questo vademecum di cose da evitare in viaggio. “Non capisco cosa ci possa essere di interessante nell’andare a baciare un pezzo di roccia su cui hanno posato le labbra, nello stesso punto, migliaia di persone – scrive, ad esempio, riferendosi alla Blarney Stone irlandese e al suo rito associato (La pietra dell’eloquenza a Blarney: approfondisci).

Al bando anche moltissimi musei presi di mira dalla scrittrice, tra cui il Museo dell’anatomia umana di Torino che il piglio critico dell’autrice commenta così: “la cosa inquietante non è tanto quella di trovarsi in mezzo a corridoi pieni di ossa e organi in barattoli di formaldeide. Ma che, in messo ai pezzi umani esposti, ci siano anche lo scheletro e il cervello del fondatore del museo”. Bocciati anche, tra gli altri, il Winchester Mystery House di San Jose in California, il Museo dell’acqua potabile di Pechino – con il commento sagace che “l’acqua di Pechino non è affatto potabile”, il Gum Wall di Seattle, ovvero un muro ricoperto di gomme da masticare di tutti i colori, a detta della Price “il secondo sito turistico meno igienico al mondo” (il primo spetta alla pietra di Blarney, presa di mira dalla scrittrice!).

Nella lista non manca un’ampia selezione di hotel scartati dal buon senso dell’autrice, una vera manna dal cielo, insomma, per chi è diffidente di natura.

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