Bardi è una cittadina posta quasi nell’estremo contrafforte sud occidentale della provincia di Parma. Il nome del paese è storicamente collegato alla presenza dei Longobardi anche se la leggenda vuole che derivi da “Barrus”, l’ultimo elefante di Annibale. La struttura originaria dell’omonima fortezza risale all’anno 898, e fu costruita probabilmente per difendere gli abitanti di Bardi dalle incursioni degli Ungari. Nel corso dei secoli il Castello ha subito numerose modifiche, ma fu Umbertino Landi che lo acquistò nel 1257, a trasformare l’antico palazzo nella possente fortezza che vediamo oggi, inserita nel circuito dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza. Sotto la cura dei Landi, il castello viene trasformato da fortezza militare a dimora signorile, mediante la realizzazione di eleganti appartamenti, affreschi, giardini, fontane, una grande biblioteca.

Questo maestoso castello è dunque una fortezza ultramillenaria che conserva i torrioni e i camminamenti, gli acquartieramenti dei soldati e le piazze d’armi, signorili saloni affrescati e gli alloggi della servitù. Una delle zone più antiche della rocca è il mastio, risalente al 1200, in origine adibito ad abitazione e poi trasformato in carcere. Non manca neppure l’orrida sala delle torture, dove sta in bella vista la scure del boia. Inoltre, di recente, è stato ritrovato un antico manoscritto che testimonia l’esistenza di un tesoro sepolto nel castello. Non si può tralasciare di visitare la struttura militare difensiva, che conserva i camminamenti di ronda e le torri, le prigioni, la sala della tortura e il Museo del Bracconaggio e delle trappole. Voci raccontano che la rocca sia sempre stata abitata da un gruppo di riservati fantasmi. Sono pronti a giurarlo centinaia di visitatori che sostengono di averne scorte le ombra aggirarsi sugli spalti, e un’equipe di ricercatori bolognesi del Centro Studi Parapsicologici lo ha anche fotografata, con una speciale camera termosensibile.

Il castello è palco naturale in cui, tutto l’anno, si rappresentano eventi di grande impatto scenico e di impeccabile tessuto rievocativo che coinvolgono grandi e piccini. Dalle tenzoni dei cavalieri nel mese di luglio, all’emulazione della saga di Tolkien, passando per la ricostruzione fedele delle antiche arti e mestieri, con tanto di mercato in costume storico, alle sfilate e alla mostra permanente delle antiche armature. Della cittadina parmense è meritevole di visita anche la Chiesa di Santa Maria Addolorata che custodisce un’opera del Parmigianino raffigurante Lo sposalizio mistico di S. Caterina (1520). Sull'altare è visibile una statua in legno policromo e dorato che rappresenta Maria Addolorata, attribuita allo scultore Berni, datata 1649.