Il Castello di Bardi troneggia dall’alto del suo sperone in diaspro rosso a dominare la Valle del Ceno.
Il Castello di Bardi
Giorgia Bernoni - 11/05/2006Il Castello di Bardi troneggia dall’alto del suo sperone in diaspro rosso a dominare la Valle del Ceno, meta ideale per una passeggiata che può mutare in un avvolgente e affascinante viaggio nel tempo. Immancabile nella cittadina parmense di soli 2719 abitanti, il tocco artistico del Parmigianino.
Questo maestoso castello è dunque una fortezza ultramillenaria che conserva i torrioni e i camminamenti, gli acquartieramenti dei soldati e le piazze d’armi, signorili saloni affrescati e gli alloggi della servitù. Una delle zone più antiche della rocca è il mastio, risalente al 1200, in origine adibito ad abitazione e poi trasformato in carcere. Non manca neppure l’orrida sala delle torture, dove sta in bella vista la scure del boia. Inoltre, di recente, è stato ritrovato un antico manoscritto che testimonia l’esistenza di un tesoro sepolto nel castello. Non si può tralasciare di visitare la struttura militare difensiva, che conserva i camminamenti di ronda e le torri, le prigioni, la sala della tortura e il Museo del Bracconaggio e delle trappole. Voci raccontano che la rocca sia sempre stata abitata da un gruppo di riservati fantasmi. Sono pronti a giurarlo centinaia di visitatori che sostengono di averne scorte le ombra aggirarsi sugli spalti, e un’equipe di ricercatori bolognesi del Centro Studi Parapsicologici lo ha anche fotografata, con una speciale camera termosensibile.
Il castello è palco naturale in cui, tutto l’anno, si rappresentano eventi di grande impatto scenico e di impeccabile tessuto rievocativo che coinvolgono grandi e piccini. Dalle tenzoni dei cavalieri nel mese di luglio, all’emulazione della saga di Tolkien, passando per la ricostruzione fedele delle antiche arti e mestieri, con tanto di mercato in costume storico, alle sfilate e alla mostra permanente delle antiche armature. Della cittadina parmense è meritevole di visita anche la Chiesa di Santa Maria Addolorata che custodisce un’opera del Parmigianino raffigurante Lo sposalizio mistico di S. Caterina (1520). Sull'altare è visibile una statua in legno policromo e dorato che rappresenta Maria Addolorata, attribuita allo scultore Berni, datata 1649.
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