In grande stile la città del Palio accoglie i suoi ospiti nel Loggione del Palazzo Comunale in Piazza del Campo. Con le gioie del palato bagnato da Chianti e Vin Santo, è ancora più piacevole percorrere le 17 contrade dove ogni museo è degno di una sosta. Se vi trovate nel centro della Valdichiana, fermatevi a Montepulciano. Il nome parla da solo con un paio di aggettivi: nobile e rosso. A rendere Nobile il vino da queste parti, oltre le sue doti di finezza, è l'esclusività della produzione ristretta nella zona collinare del comune di Montepulciano. Della "Perla del Cinquecento" niente passa inosservato, ma Piazza Grande è un colpo d'occhio di vera maestria architettonica.

Osservazioni astronomiche con telescopi anche a Colle Val D'Elsa, città d'origine etrusco-romana alle porte di Siena. Il centro storico (Castello) ospita, tra gli altri monumenti, il Duomo, la Torre di Arnolfo di Cambio, il panoramico Baluardo, le case torri e i palazzi d'epoca seicentesca. Un concentrato di storia e monumentalità che non fa eccezioni nemmeno a tavola: fagioli all'uccelletto, formaggio rovaggiolo di pecora senese, vini chianti. Tanto per cominciare. C'è anche l'artigianato del cristallo, fiore all'occhiello per un souvenir di qualità internazionale.

A Montespertoli, gioiello medievale in provincia di Firenze, l'abbraccio è quello tipico del paesaggio chiantigiano. Colline ricoperte di vigneti e uliveti, dove percorrere, tra l'altro, sentieri predisposti per trekking in bicicletta o a cavallo. Agli intenditori d'arte non sfugga il crocifisso attribuito a Taddeo Gaddi nella Chiesa di San Lorenzo a Montegufoni. Momenti pop sotto la volta celeste anche a Greve in Chianti (Fi). Arrivare sin qui percorrendo la strada statale 222 Chiantigiana – che da Firenze porta a Siena attraverso il Chianti – vuol dire costeggiare di continuo ristoranti, aziende, fattorie, botteghe famose come l'Antica Macelleria Falorni oppure quella di dario Cecchini a Panzano. Una nota caratteristica del posto è la singolare costruzione eretta al Gallo Nero, simbolo del vino e di quella campagna che qui, diversamente da altri luoghi, è fortemente antropizzata, vissuta in simbiosi con l'architettura (castelli, pievi, ville, case coloniche dei mezzadri, filari di cipressi, muri a secco).

Per l'occasione capitale del vino è Suvereto, su un colle dal quale si scorge in lontananza il mare con le isole dell'arcipelago toscano. Per godere al meglio di questo panorama salite sulla Rocca Aldobradesca. In mezzo, la fertile pianura solcata dal Cornia, il fiume che dà il nome alla Doc del vino. Godetevi, oltre all'atmosfera medievale del borgo, il tipico piatto, lo Spinacio di Suvereto. Se vi trovate in territorio livornese non perdete l'assaggio di cacciucco e palamita sott'olio, due specialità della tradizione balneare della Costa degli Etruschi. Merita una visita San Vincenzo con il suo velodromo per ciclisti di ogni livello e lo spettacolare Palio, una corsa di cavalli sulla spiaggia, montati a pelo dai famosi fantini del Palio di Siena.